OMICIDIO LUCA SACCHI/ Ombre su Anastasiya e la pista che porta alla ‘ndrangheta

- Emanuela Longo

Omicidio Luca Sacchi, le ombre sulla fidanzata Anastasiya e la pista che porta alla ‘ndrangheta in attesa dell’inizio del doppio processo

omicidio Luca Sacchi
Luca Sacchi e la fidanzata Anastasia (Quarto Grado)

Porta alla ‘ndrangheta una pista delle indagini sulla morte di Luca Sacchi. Dall’arresto di una spacciatrice, Franca Granata, è emerso anche un documento falso che è intestato a Marcello De Propris, uno dei giovani in carcere per l’omicidio del giovane. Stando a quanto riportato da Il Messaggero, secondo gli investigatori avrebbe avuto contatti col crimine organizzato, e in particolare col potente clan della ‘ndrangheta Pelle nella Locride. E quindi la storia si complica. Ma i potenziali collegamenti, mai dimostrati finora, sono emersi in altre occasioni. Paolo Pirino, complice di Del Grosso, avrebbe avuto rapporti col clan ‘ndranghetista dei Marando, arrestati recentemente dai carabinieri per avere il controllo del territorio a San Basilio per lo spaccio di droga. E poi c’è il padre di Marcello De Propris, finito in carcere per aver dato al figlio la pistola che poi è finita nelle mani di Del Grosso, quella con la quale ha ucciso Luca Sacchi: sarebbe anche lui il contatto col crimine organizzato di San Basilio. (agg. di Silvana Palazzo)

OMICIDIO LUCA SACCHI, LE OMBRE SU ANASTASIYA

Si aprirà il prossimo marzo il processo sull’omicidio di Luca Sacchi, il giovane freddato con un colpo di pistola alla testa la sera del 23 ottobre scorso a Roma, sotto gli occhi della fidanzata Anastasiya. Il caso sarà al centro della nuova puntata di Quarto Grado che torna a porre l’accento proprio sulla posizione e sul ruolo della ragazza. Dalla ricostruzione della maledetta notte, infatti, ad oggi risultano esserci numerose ombre e compito degli inquirenti ora è cercare di capire come abbiano fatto, Anastasiya e Giovanni Princi, a mettere insieme i 70 mila euro utili all’acquisto della droga. Il processo che dovrà fare luce su quanto accaduto lo scorso ottobre, come spiega il quotidiano Il Messaggero è diviso in due tronconi principali: il primo prenderà il via il prossimo 10 marzo e vedrà imputati coloro che hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato, mentre il secondo, per chi ha scelto di procedere con il rito ordinario, inizierà il 31 marzo. Gli imputati hanno già inoltrato le rispettive domande dalle quali emerge che la sola a non aver chiesto l’abbreviato è proprio l’ucraina, fidanzata di Sacchi. I tre accusati del suo omicidio, Valerio Del Grosso, Paolo Pirino e Marcello De Propris sperano tutti, in caso di condanna, di poter usufruire di uno sconto di un terzo della pena.

OMICIDIO LUCA SACCHI, LE ACCUSE

Come evidenzia Il Messaggero, tuttavia, i tre imputati del delitto del 24enne difficilmente riusciranno a ricorrere a questo rito dal momento che, dallo scorso aprile, chi rischia la pena massima dell’ergastolo non può essere processato con l’abbreviato. I legali dei tre ragazzi, dunque, tenteranno di sollevare un problema di incostituzionalità di fronte al gup, per poi spingere lo stesso magistrato a rivolgersi alla Corte Costituzionale. Di certo c’è che tutti i protagonisti coinvolti nella trattativa poi culminata nel sangue sono chiamati ad andare a processo. Ecco le accuse: Del Grosso e Pirino dovranno rispondere di omicidio premeditato in concorso con De Propris, che ha armato i pusher. Alla sbarra anche Anastasiya e l’amico Giovanni Princi, considerato il regista della trattativa con l’accusa è detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. Ma risulta imputato anche il padre di De Propris, Armando, proprietario dell’arma e accusato di detenzione di droga e di armi. Al centro del processo il modo in cui la ragazza, fidanzata di Luca Sacchi, sia riuscita a procurarsi il denaro destinato allo scambio. E di questo si potrebbe già discutere nella prima udienza a carico della giovane, fissata per il prossimo 10 marzo.

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