OMICIDIO MARIO BOZZOLI/ Svolta a ridosso del processo? Sentito ex operaio fonderia

- Dario D'Angelo

Omicidio Mario Bozzoli: sentiti l’ex operaio della fonderia di Marcheno, Oscar Maggi, e la moglie del senegalese Abu a pochi giorni dal processo.

Mario Bozzoli, moglie, Chi l'ha Visto
Mario Bozzoli, moglie (Rai)

Nuovo colpo di scena nel caso Mario Bozzoli, l’imprenditore scomparso l’8 ottobre 2015 nella fonderia di Marcheno, nel Bresciano, di cui era proprietario con il fratello. A pochi giorni dall’inizio dell’udienza preliminare, in programma per giovedì prossimo, Il Giornale di Brescia scrive infatti che sono stati ascoltati Oscar Maggi e la moglie del senegalese Abu. I due, la sera della scomparsa di Mario Bozzoli, si trovavano nella fabbrica teatro del giallo ed erano finiti sotto inchiesta con l’accusa di favoreggiamento perché non avrebbero raccontato quello che sapevano. Nelle scorse settimane, però, la Procura generale ha chiesto l’archiviazione per loro e per Alex Bozzoli, uno dei nipoti dello scomparso. Diversa la posizione di Giacomo Bozzoli, altro nipote di Mario, per il quale la procura bresciana ha chiesto il rinvio a giudizio.

OMICIDIO MARIO BOZZOLI, SENTITO EX OPERAIO FONDERIA

Ma per quale motivo sono stati sentiti Oscar Maggi e la moglie del senegalese Abu? Secondo quanto riportato dal Giornale di Brescia, il primo sarebbe stato ascoltato in qualità di persona informata sui fatti. In particolare i carabinieri del comando provinciale di Piazza Tebaldo Brusato avrebbero insistito su quanto accaduto all’interno della fonderia di Marcheno la sera della scomparsa di Mario Bozzoli. Un colloquio, quello tra l’ex operaio della fabbrica e gli inquirenti, durato all’incirca un paio d’ore ed avvenuta in assenza del legale di Oscar Maggi, mentre nella stessa stanza è rimasta a lungo anche la moglie di Abu. Secondo il quotidiano bresciano, i carabinieri hanno anche voluto ricostruire i giorni successivi alla scomparsa di Bozzoli, dal giovedì al mercoledì dopo, quelli della sparizione di Giuseppe Ghirardini, addetto ai forni anche lui in azienda l’8 ottobre, trovato poi senza vita nei boschi di Case di Viso in Vallecamonica, ucciso da un’esca al cianuro che avrebbe ingerito da solo. Maggi, cui sarebbero state fatte riascoltare le intercettazioni telefoniche di quei giorni, non avrebbe cambiato versione dei fatti.

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