Omicidio Melania Rea, Salvatore Parolisi in permesso premio/ “Sarà dura, c’è chi ha pregiudizi”

- Giovanna Tedde

Salvatore Parolisi, condannato per l'omicidio della moglie Melania Rea, parla per la prima volta dopo il via libera ai permessi premio. Fuori dal carcere dice la sua a Chi l'ha visto? e...

salvatore parolisi quarto grado 640x300 Salvatore Parolisi (Quarto Grado)

Salvatore Parolisi in permesso premio, parla per la prima volta davanti alle telecamere in una intervista esclusiva ai microfoni di Chi l’ha visto?. L’ex militare dell’Esercito, condannato in via definitiva a 20 anni di carcere per l’omicidio della moglie Melania Rea, affida alla trasmissione di Federica Sciarelli le sue considerazioni sulle prospettive della sua nuova vita dopo la detenzione: “Sarà dura – dice all’inviata Raffaella Griggi –, perché il nome… è un po’ così. Poi c’è chi ha pregiudizi e chi no, quindi è tutto un po’...”.

Scontati 12 anni, Salvatore Parolisi usufruisce di permessi giornalieri e può lasciare la struttura dove è recluso. La vicenda giudiziaria a suo carico, ritenuto responsabile della morte di Melania Rea, si è conclusa con sentenza di Cassazione nel 2016 a conferma dell’appello bis che aveva ridotto la pena da 30 a 20 anni. Melania Rea fu trovata morta il 20 aprile 2011 in un boschetto delle Casermette di Ripe di Civitella (Teramo), uccisa a 28 anni, secondo la ricostruzione investigativa, dal marito che avrebbe condotto una “doppia vita” intrattenendo una relazione extraconiugale con una collega poi scoperta dalla vittima.

L’omicidio di Melania Rea nel 2011 e la condanna al marito Salvatore Parolisi

La giustizia italiana ha riconosciuto Salvatore Parolisi responsabile dell’omicidio della moglie Melania Rea in via definitiva, condannandolo alla pena di 20 anni di reclusione all’esito di un lungo iter processuale. La donna aveva 28 anni quando fu trovata senza vita, nell’aprile 2011, in un boschetto di Ripe di Civitella. Stando alla ricostruzione, due giorni prima del ritrovamento Melania Rea era uscita dalla sua casa di Folignano (Ascoli Piceno) insieme al marito e alla figlia di 18 mesi per trascorrere alcune ore all’aperto dirigendosi verso Colle San Marco.

Le indagini, riporta Ansa, avrebbero aperto a una verità sconvolgente dopo la telefonata anonima con cui si segnalava la presenza del corpo di una donna in un’area prossima alla zona in cui Melania Rea, secondo il marito, era scomparsa. Gli accertamenti medico legali avrebbero evidenziato una dinamica particolarmente efferata: la 28enne sarebbe stata aggredita alle spalle, colpita con 35 coltellate e abbandonata tra la vegetazione. Il 19 luglio dello stesso anno, il marito Salvatore Parolisi sarebbe stato arrestato con l’accusa di averla uccisa. Processato e condannato in via definitiva, ora gode dei permessi premio e si è sempre detto innocente. Dopo aver scelto il rito abbreviato, l’ex militare era stato condannato all’ergastolo in primo grado, pena ridotta a 30 anni dalla Corte d’Assise d’Appello a L’Aquila. Nel 2015, la Cassazione avrebbe confermato la responsabilità di Salvatore Parolisi per i reati contestati di omicidio e vilipendio di cadavere, escludendo però l’aggravante della crudeltà e rinviando ai giudici d’appello di Perugia per rideterminare la pena. La condanna sarebbe stata ridotta da 30 a 20 anni di carcere, escluse le attuanti generiche, e così confermata dalla Suprema Corte.





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