OMICIDIO SARA BURATIN/ Zaia: “Non è tragedia veneta ma italiana, va cambiata la cultura verso la donna”

- Davide Giancristofaro Alberti

Omicidio Sara Buratin: a Storie Italiane l'intervista al presidente della regione Veneto, Luca Zaia. Ecco che cosa ha dichiarato sul femminicidio di Bovolenta

zaia storie 2024 640x300 Il governatore Zaia in collegamento con Storie Italiane

Storie Italiane ha avuto in collegamento il governatore della regione Veneto, Luca Zaia, per commentare l’omicidio di Bovolenta, la 41enne uccisa dal marito nella giornata di ieri: “E’ il terzo femminicidio in tempi molto ravvicinati, l’inasprimento delle pene sono una soluzione a valle ma non ci interessano, ci interessa il grande lavoro che si può fare a livello di comunità, ne ha parlato anche il papà di Giulia Cecchettin, dobbiamo diffondere una cultura di rispetto e difesa della donna. Dobbiamo fare in modo che questa cultura ci porti ad aiutare le persone in difficoltà”.

E ancora: “Su 3.000 donne che passano attraverso i nostri numeri verdi, 1.500 passa prima dal pronto e soccorso e solo un terzo traduce la propria tragedia in una denuncia, quindi significa che 1.000 donne se ne tornano a casa dal pronto soccorso senza denunciare”. Il governatore della regione Veneto ha poi rivolto il proprio pensiero a Sara Buratin, 41enne uccisa nella giornata di ieri: “Non è una tragedia veneta, è una tragedia italiana, non è neanche più una questione di occidente e oriente, è una piaga mondiale, e purtroppo è ancora più piaga da noi visto che abbiamo più strumenti”. I carabinieri hanno fatto sapere che il recupero del furgone è stato interrotto e che non vi è certezza circa il fatto che il marito di Sara Buratin sia al suo interno anche se è l’ipotesi più probabile. (aggiornamento di Davide Giancrisofaro)

OMICIDIO SARA BURATIN, LA SINDACA DI BOVOLENTA: “DUE FAMIGLIE PER BENE, ORA PENSO ALLA FIGLIA 14ENNE”

La sindaca di Bovolenta è stata intervistata in collegamento da Storie Italiane, esprimendosi sul caso di femminicidio della giornata di ieri, la povera 41enne Sara Buratin molto probabilmente assassinata dal marito: “Sono molto sconvolta da questa situazione – e parole della prima cittadina – il paese è piccolo, 3.500 abitanti ci conosciamo tutti, conosco bene entrambe le famiglie, è un momento molto difficile, dobbiamo pensare alla figlia di 14 anni e ad aiutare entrambe le famiglie con un supporto psicologico, entrambe sono molto provate ed hanno malesseri continui”.

Sul marito della donna: “Lo stanno cercando, hanno iniziato ieri sera le ricerche, poi c’è il fiume Bacchiglione che si è alzato, siamo in pre allerta perchè abbiamo forte criticità idrauliche”. Attualmente sono in corso le ricerche di Alberto Pittarello, l’uomo che probabilmente ha ucciso la compagna e il cui van è stato individuato inabissato proprio nel fiume e quasi sicuramente al suo interno vi sarà appunto lo stesso uomo senza vita.

OMICIDIO SARA BURATIN, LA SINDACA: “SONO DAVVERO IN DIFFICOLTA'”

Di nuovo la sindaca sull’omicidio di Sara Buratin: “Entrambe le famiglie sono residenti a Bovalenta, famiglie che non avevano mai dato alcun segno, non sapevamo nulla, neanche che si fossero lasciati, è una cosa recente da quanto ho capito, sono davvero in difficoltà in questo momento. Sono due famiglie semplici che non hanno mai avuto grossi problemi in comunità. Il papà di lei era nel volontariato con la protezione civile, lei era molto attività nello sport, sorridente e solare, è un momento davvero delicato”. Imma Battaglia, in studio a Storie Italiane: “Si tratta di un dramma imprevedibile, sembra la situazione di un uomo che ha perso il controllo e che non sa gestire l’abbandono”.

In studio anche la professoressa Parsi: “Il bollettino di guerra: la fragilità maschile deve essere presa in esame, non devi credere di vivere nell’abbandono se ti tolgono l’affetto femminile. La dipendenza affettiva è la radice di tutti gli uomini che uccidono quelle donne che dicono che non vogliono stare più con te, l’uomo che controllava e dominava non lo fa più”. La sindaca di Bovolenta ha poi precisato: “Lei era una donna libera, non vi era alcun segnale circa quello che è successo”.





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