Omicidio Stefania Crotti/ Figlio assassina si scusa con figlia vittima: “Mi dispiace”

- Silvana Palazzo

Omicidio Stefania Crotti: il figlio di 8 anni di Chiara Alessandri si si scusa con la figlia della vittima. “Mi dispiace per quello che mia madre ha fatto alla tua”

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Stefania Crotti con il marito Stefano Del Bello e la figlia (foto dal web)

È fissata a giovedì l’udienza preliminare per Chiara Alessandri, accusata di aver ucciso con premeditazione Stefania Crotti e di averne dato alle fiamme il corpo. Stando alle indagini dei carabinieri, ha studiato il piano e poi lo ha messo in pratica fino all’ultimo dettaglio. Il movente è Stefano Del Bello, marito della vittima. I due avevano una relazione, ma poi lui ci aveva ripensato ed era tornato dalla moglie per recuperare il matrimonio. La storia è tragica non solo per come è maturato l’omicidio, ma anche per le sue conseguenze. Sono state stravolte infatti le vite di quattro bambini che hanno perso le loro madri, una morta e l’altra in carcere. E nella tragicità di questa storia si apprende che la figlia della vittima a volte gioca a scuola con uno dei tre figli dell’assassina. «Ha la sua stessa età. È normale, sono bambini. Sappiamo che lui le ha chiesto scusa per quello che è successo, per quello che sua mamma ha fatto», ha dichiarato Stefano Del Bello al Corriere della Sera.

OMICIDIO STEFANIA CROTTI, FIGLIO CHIARA ALESSANDRI SI SCUSA CON FIGLIA VITTIMA

Lui in tribunale, a Brescia, forse non ci sarà. Di sicuro sarà presente per la sentenza. Con l’avvocato Luigi Villa si costituirà parte civile insieme alla figlia Martina, ai suoceri e alla cognata. «Non lo facciamo per un risarcimento economico, ma per una questione di giustizia. È ciò che chiediamo», ha spiegato Stefano Del Bello al giornale. «Io credo che la pena debba essere l’ergastolo non solo per quello che ha fatto, ma soprattutto per come lo ha fatto, con freddezza e lucidità», ha quindi aggiunto. Se non sarà l’ergastolo, vorrebbe almeno che Chiara Alessandri scontasse per intero la pena. «Il perdono? Per me non esiste». Lei invece continua a ribadire la versione dell’incidente e nega di averle dato fuoco. Difesa e accusa hanno battagliato su questo nodo. I carabinieri parlano di un «omicidio doloso e premeditato, pianificato e pensato nel tempo». Per gli investigatori non si è limitata ad abbandonare il corpo, ma avrebbe anche appiccato il fuoco. Sono tanti gli elementi che l’accusa ha in mano. Intanto la vita della piccola Martina continua. «Abbiamo capito che sa quest’estate, quando a un amichetto in spiaggia ha raccontato tutto. Capita che chieda di Stefania. A volte ne parla al presente, a volte al passato».



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