Omicidio Willy, sangue su auto Bianchi?/ Esami potrebbero smentire versioni arrestati

- Emanuela Longo

Omicidio Willy, possibili macchie di sangue sull’auto dei Bianchi: appartengono alla vittima? Le differenti versioni degli arrestati

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Omicidio Willy, Vita in diretta

Al centro della trasmissione La Vita in Diretta il caso dell’omicidio del giovane Willy Monteiro, ucciso di botte a Colleferro, nella notte tra il 6 ed il 7 settembre. Prima di dare spazio alla ricostruzione delle differenti versioni fornite dagli arrestati, a partire dai fratelli Marco e Gabriele Bianchi soprannominati “i gemelli”, l’inviata della trasmissione di Rai1 ha fornito le ultime novità sul caso. Nelle passate ore sarebbero stati fatti accertamenti irripetibili sull’auto a bordo della quale vi erano gli arrestati per l’omicidio di Willy. Sul mezzo, secondo le prime indiscrezioni, sarebbero state trovate su tutti i sedili, sia quelli posteriori che anteriori, delle macchie forse riconducibili a sangue. Potrebbe essere quello di Willy? Se così fosse vorrebbe dire che i ragazzi avrebbero toccato il 21enne ucciso smentendo così le dichiarazioni degli arrestati che invece smentiscono di aver mai toccato la vittima. Ognuno degli indagati avrebbe poi fornito una versione differente al cospetto del giudice nel corso dell’interrogatorio dello scorso 8 settembre. Si tratta di versioni che non coinciderebbero tra loro e che avrebbero accresciuto i dubbi degli inquirenti.

OMICIDIO WILLY: LE DIVERSE VERSIONI

Il primo a parlare è stato Marco Bianchi, uno dei “gemelli”, il quale al cospetto dei giudici, replicando alle gravissime accuse ha commentato: “Ho dato una spinta a Willy, mio fratello Gabriele non ha dato colpi. Ho dato un calcio ma non al torace, alle gambe…”. A prendere la parola anche il fratello Gabriele, che ha aggiunto: “Io Willy non l’ho toccato, io ho colpito il suo amico, voglio chiedere scusa, perdonami, ci penso tutte le notti, sto male”. La parola è passata quindi a Mario Pincarelli che al giudice ha negato di avere il reddito di cittadinanza. Il giovane in un romano molto stretto parla di quella sera, dice che è con Belleggia che ha dato “una pizza al ragazzetto” ma non sa perchè. Quindi commenta la presunta lite, forse per un apprezzamento di troppo; lui tenta di mettere pace, arrivano i Bianchi, “io non ho menato nessuno”, però assicura. Dopo l’arrivo dei fratelli Bianchi, prosegue, “hanno visto la gente, io non li ho visti menare, non ho visto niente, Willy difendeva l’amico suo, non gli ho proprio parlato, ce ne siamo andati”. Belleggia sarebbe a suo dire andato in macchina con i Bianchi. “Willy è morto ma io ho la coscienza pulita”, avrebbe concluso.

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