Oms boccia remdesivir “Non migliora sopravvivenza”/ Studio promuove tocilizumab

- Silvana Palazzo

Oms boccia (di nuovo) remdesivir: "Non migliora sopravvivenza", sostiene gruppo di esperti internazionali. Un altro studio promuove tocilizumab, che potrebbe diventare standard di cura

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Remdesivir, l’antivirale usato contro il Covid, è stato bocciato di nuovo dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Era l’unico farmaco finora autorizzato dall’Agenzia europea del farmaco (Ema) per il trattamento della malattia causata dal coronavirus, raccomandato su pazienti ospedalizzati con polmonite che necessitano di ossigenoterapia supplementare, è ora sconsigliato. Un gruppo di esperti internazionali coinvolti dall’Oms ha concluso che «non è indicato per i pazienti ricoverati con Covid, indipendentemente dalla gravità della malattia». A tal proposito, è stato spiegato che al momento non ci sono evidenze «che migliori la sopravvivenza o la necessità di intubare». Le valutazioni sono state pubblicate sulla rivista scientifica British Medical Journal, ma il rapporto non ha escluso del tutto l’uso del farmaco per il trattamento del Covid, bensì sostiene che non ci siano prove per raccomandarne l’uso. Ma Gilead, che produce il remdesivir, ha ricordato anche viene usato anche in Italia e che l’Istituto superiore di sanità (Iss) lo indica tra le terapie per il trattamento dei pazienti con Covid.

REMDESIVIR BOCCIATO, TOCILIZUMAB PROMOSSO

La casa farmaceutica rivendica, dunque, l’efficacia del farmaco remdesivir, ma sulla sua utilità il dibattito va avanti da mesi. Nel nuovo studio sono state esaminate le prove di quattro ricerche, quindi su 7mila pazienti ospedalizzati. Il panel ha concluso che il farmaco antivirale non ha effetti significativi sulla mortalità o su altri outcome importanti per i pazienti. I test non provano che dia benefici né che migliori aspetti importanti per i pazienti. Invece i rischi e il costo sono alti. Discorso diverso per il tocilizumab, che era stato bocciato dall’Aifa. Il farmaco anti-artrite è stato rivalutato dall’Imperial College of London e dall’Università di Utrecht, secondo cui le sperimentazioni cliniche fatte finora danno risultati sorprendenti in termini di sopravvivenza dei pazienti. Lo studio, concluso pochi giorni fa, è stato condotto su pazienti in gravi condizioni. I ricercatori hanno concluso che tocilizumab potrebbe diventare uno standard di cura per la polmonite da coronavirus. Quel che va approfondito è se sia in grado di salvare le vite umane o se ne accelera il recupero.





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