Oms, test coronavirus difettosi?/ Tanzania: “Capra e papaia positive, è uno scherzo?”

- Silvana Palazzo

Oms, test coronavirus difettosi? L’accusa arriva dalla Tanzania, che ha fatto esaminare campioni non umani: “Capra e papaia positive, è uno scherzo?”

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Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale OMS (Foto LaPresse)

I test per il coronavirus arrivati in Tanzania sono difettosi? A denunciarlo è il presidente John Magufuli, aprendo di fatto un caso che tira in ballo l’Organizzazione mondiale della sanità, che dal canto suo smentisce. Anche il capo del Centro africano per la prevenzione e il controllo delle malattie, John Nkengasong, ha smentito questa circostanza, ma il portavoce del governo della Tanzania, Hassan Abbas, ha annunciato di aver aperto un’indagine sul laboratorio che ha condotto il test e di voler rendere pubblici i risultati una volta completato. Magufuli, secondo quanto ricostruito da Reuters, ha spiegato che i test importati sono stati usati per diversi campioni non umani, ma lasciando deliberatamente all’oscuro i tecnici riguardo le origini. L’obiettivo era «verificare la veridicità dei risultati dei test». È emerso che aveva mandato campioni di capre, pecore, papaia, olio per auto, un coniglio e un uccello. Ad esempio, sono risultati positivi dei campioni di capra e papaia. Da qui la convinzione che i test arrivati siano difettosi. «Questo significa che tutte le papaia e le capre devono essere isolate? Qualcuno sta giocando brutti scherzi. Consiglio ai tanzaniani di non preoccuparsi, l’influenza c’è sempre stata e questo è solo un altro passo».

OMS, TEST CORONAVIRUS DIFETTOSI? LO STRANO CASO DELLA TANZANIA

«I test che la Tanzania sta utilizzando stanno funzionando molto bene», ha dichiarato John Nkengasong, smentendo le dichiarazioni del presidente della Tanzania, John Magufuli. Quest’ultimo è convinto che i kit abbiano dato degli errori tecnici, quindi ora il loro funzionamento sarà verificato dalle forze di sicurezza. Da dove sono arrivati questi test? Erano stati consegnati ad un laboratorio della Tanzania nel quadro dei una donazione fatta da Jack Ma, il miliardario cinese fondatore di Alibaba, a tutti i paesi africani. I kit sono stati distribuiti su coordinamento dell’Etiopia e con la collaborazione dell’Africa Cdc. «Nelle ultime settimane e negli ultimi mesi abbiamo anche distribuito test della Jack Ma Foundation che sono stati convalidati e si sono dimostrati molto, molto affidabili», ha ribadito Nkengasong. La vicenda è dunque da prendere con le pinze, anche perché Magufuli in passato è stato criticato per non aver applicato le restrizioni da coronavirus ed aver al contrario incoraggiato il pubblico a continuare a radunarsi nei luoghi di culto, invitando a ricorrere a soluzioni “naturali”.







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