Orietta Berti “La musica può far perdonare”/ Cristicchi “C’è nostalgia dell’assoluto”

- Davide Giancristofaro Alberti

Tanti gli ospiti presenti in questi giorni all'evento artistico religioso Perdonanza Celestiniana, fra cui Orietta Berti, Michele Zarrillo e Simone Cristicchi

orietta berti ASuaImmagine 2021 640x300 Orietta Berti, A Sua Immagine

Tanti gli artisti che hanno partecipato alla 727esima edizione della Perdonanza Celestiniana presso l’Aquila, evento di religione ma anche di arte, che si tiene ogni anno da più di 700 anni. “E’ un evento che si protrae da più di 700 anni – ha spiegato Edoardo De Amicis, il direttore artistico dello stesso evento, parlando ai microfoni del programma di Rai Uno, A Sua Immagine – una cosa che appartiene alla gente ed è un momento importante di aggregazione e unione”.

“La musica è arte – ha aggiunto e concluso – è un linguaggio straordinario che ci accomuna e ci fa stare bene, smuove sentimenti superiori”. Fra i tanti cantanti che hanno voluto omaggiare L’Aquila anche Orietta Berti, che sta vivendo un 2021 sensazionale dopo il Festival di Sanremo e la hit estiva “Mille”, con Fedez e Achille Lauro: “La musica può fare perdonare tante cose nei momenti più bui oltre alla preghiera mi viene d’istinto cantare nella mente una canzone per distendermi non pensare ad altro e al dolore”.

ORIETTA BERTI, CRISTICCHI E ZARRILLO A L’AQUILA: LE LORO PAROLE

Presente anche Michele Zarrillo: “C’era un’atmosfera meravigliosa – ha raccontato – in un ambiente tanto colpito, la spiritualità c’è nelle persone e in chi sta qui ad osservare questi luoghi che hanno avuto momenti difficili e non li hanno risolti”. Infine le parole di Simone Cristicchi, noto cantautore che si sta esibendo in queste settimane con la Divina Commedia: “Partecipare a questo evento della perdonanza per me è qualcosa di speciale – spiega – io sono stato direttore del teatro Stabile d’Abruzzo e tornare con un evento così importante, simbolo di questa città, è una grande soddisfazione ed emozione”.

“Ho portato alcune emozioni – ha spiegato – e soprattutto il 33esimo canto del paradiso, capolavoro di Dante e della Divina Commedia, in cui finalmente Dante incontra il volto di Dio, e quindi vado a sottolineare la voglia di infinito, questa nostalgia che ogni essere umano ha nei confronti dell’assoluto”.





© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultime notizie di Cinema e Tv

Ultime notizie