Origine Covid, report Usa non chiarisce/ Cina provoca: “virus nato in Maryland”

- Niccolò Magnani

Origine Covid, il rapporto Usa ancora non chiarisce: “inconcludente, origine naturale non certa”. Cina però provoca: “virus nato in Maryland”

omicron 2 italia Nel laboratorio di Wuhan, Cina (LaPresse)

«Inconcludente»: sarebbe questo il giudizio dato dal Presidente Joe Biden al rapporto Usa sull’origine del Covid ordinato nelle scorse settimane dopo i deludenti risultati delle indagini Oms in Cina. Il Washington Post scrive oggi di un nuovo report segreto commissionato dalla Casa Bianca per provare a capire cosa sia realmente successo nell’autunno-inverno 2019, se con un’origine “naturale” del Covid-19 o se con una presunta “fuga dal laboratorio” di Wuhan (se non peggio, ndr).

Ebbene, tale report sarebbe includente per il n.1 Dem in quanto – scrive il WP – «Non chiarisce le origini del virus, né la possibilità di  trasmissione animale-uomo, e neanche l’ipotetica fuga da un laboratorio cinese». Nei prossimi giorni la relazione sarà resa pubblica e si potrà comprendere quali siano i risvolti ancora oscuri di quella lunga indagine tutta ancora da ricostruire sul laboratorio di Wuhan. Il tempo non è infinito, come ribadiscono gli scienziati dell’Oms assieme ad altri membri internazionali incaricati di comprendere l’origine epidemiologica del Sars-CoV-2 sulla rivista “Nature”: ci sono 6 azioni ad alta priorità per la nuova fase di studi, tra questi particolarmente importante è il tracciamento di persone e animali, all’interno e all’esterno della Cina, riconducibili alla circolazione iniziale del virus. Secondo il team di esperti, «La finestra di opportunità per condurre questa indagine cruciale si sta chiudendo rapidamente- e i ritardi in questa fase renderanno biologicamente impossibile alcuni studi. Gli anticorpi neutralizzanti di Sars-CoV-2, ad esempio, diminuiscono con il tempo, per cui raccogliere campioni e testare animali e allevatori potrebbe non essere più utile», spiega Domenico Dwyer, del Westmead Hospital su “Nature”.

LA CINA PROVOCA GLI USA: “COVID NATO NEL MARYLAND”

Sebbene rimanga più probabile, al momento, un’origine “naturale” dell’insorgenza della pandemia, il non poterlo escludere al 100% rappresenta un punto determinante rispetto agli scorsi mesi dove anche solo il porre qualche dubbio veniva tacciato di complottismo. Oms e Cina finora non hanno ricostruito affatto la sequenza esatta dei fatti di questi mesi e i rapporti Usa continuano a non essere soddisfacenti in tal senso: quello che è certo è che fino ad oggi tutti gli sforzi delle autorità internazionali per comprendere la provenienza dell’agente patogeno del Covid, «sono sempre stati ostacolati dal fermo rifiuto delle autorità cinesi di consentire un’indagine più approfondita da parte degli investigatori internazionali», ribadisce il Messaggero. In tutto questo, la Cina addirittura lancia una provocazione contro gli Stati Uniti con le ultime dichiarazioni il portavoce del Ministro degli Esteri Wang Wenbin: «non possono trarre conclusioni scientifiche sull’origine del virus e causano solo interferenze e danni alla comunità internazionale e alla cooperazione globale contro la pandemia». Non solo, Pechino accusa Washington di non preoccuparsi di come «trovare la fonte del virus, ma di come utilizzare la tracciabilità per reprimere altri Paesi e fare il proprio interesse». Stando alla tesi della Cina, l’origine del Covid come fuga da laboratorio resta improbabile, ma se pure dovesse essere accettata allora «dovrebbero fare la loro parte e aprire un’indagine sui loro laboratori»; in particolare, Pechino riferisce di come il virus possa essere uscito nel 2019 dal laboratorio di Fort Detrick, nel Maryland.





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