Aggressione orso Monte Peller in Trentino/ Provincia Trento ordina uccisione animale

- Dario D'Angelo

Orso aggredisce padre e figlio nei boschi del Monte Peller, in Trentino. Il 28enne è inciampato ed è stato sormontato dall’animale: il padre lo ha salvato.

Orso
Orso (Pixabay)

Nel corso della puntata odierna de “La Vita in Diretta” è stato trattato il caso dell’aggressione da parte di un orso sui pendii del Monte Peller, in Trentino, ai danni di un giovane di 28 anni e del padre 59enne. Entrambi sono stati dimessi dall’ospedale (il papà ha rimediato una frattura in tre punti), mentre il presidente della Provincia autonoma di Trento ha emanato un’ordinanza secondo cui l’animale debba essere individuato, catturato e ucciso. Il sindaco di Cles, paesino della val di Non: “Noi viviamo da sempre con gli orsi, con un numero di capi evidentemente elevato nell’ultimo periodo. Il territorio non è comunque pericoloso, perché chi frequenta i boschi può continuare a farlo senza alcun problema di sorta”. Un guardiacaccia del posto ha confermato che il totale degli esemplari sta aumentando in maniera esponenziale e che nelle scorse settimane è stata avvistata una femmina con tre cuccioli. Tuttavia, l’aggressione potrebbe essere avvenuta da parte di un esemplare maschile che stava dormendo. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

AGGRESSIONE ORSO MONTE PELLER IN TRENTINO

Si arricchisce di dettagli la notizia relativa all’aggressione da parte di un orso subita da un giovane di 28 anni e dal padre di 59 nei boschi che sorgono lungo i pendii del Monte Peller, in Trentino. Stando a quanto precisato da alcune fonti locali, il plantigrado avrebbe attaccato i due malcapitati intorno alle 18 di ieri nei pressi della loro postazione di caccia. L’ufficio stampa della Provincia autonoma di Trento riferisce che il padre ha riportato “una brutta ferita ad una gamba, più altre in diversi punti del corpo”, senza fortunatamente essere in pericolo di vita. I due, sempre secondo la ricostruzione della Provincia, si sono improvvisamente imbattuti nell’orso lungo un sentiero del Monte Peller, in località Torosi. Per giunta, non si tratta della prima aggressione da parte di un orso registrata in Trentino: il primo episodio, a essere precisi, risale all’agosto del 2014 e avvenne a Pinzolo. Successivamente, accadimenti analoghi si verificarono nelle località di Zambana e Terlago. (aggiornamento di Alessandro Nidi)

AGGRESSIONE ORSO: PADRE SALVA FIGLIO

Orso aggredisce padre e figlio nei boschi del Monte Peller, in Trentino. Una disavventura che poteva avere risvolti tragici quella verificatasi in località Torosi, nel bel mezzo di una camminata che sembrava essere tranquilla e ha rischiato di trasformarsi in un incubo. Come riportato da La Repubblica, il giovane di 28 anni stava percorrendo un sentiero quando si è trovato a tu per tu con un orso. Forse per lo spavento, forse per la sorpresa, il ragazzo è finito per inciampare finendo per trovarsi sormontato dal plantigrado. A quel punto la situazione sembrava volgere al peggio: soltanto l’intervento del padre, 59 anni, che stava camminando pochi passi più indietro, è riuscito a scongiurare un epilogo drammatico. Il genitore, infatti, ha deciso di ingaggiare una vera e propria lotta contro l’orso.

ORSO AGGREDISCE PADRE E FIGLIO IN TRENTINO

Un uomo di 59 anni contro un orso inferocito: una battaglia impari che ha visto il padre del 28enne riportare una serie di fratture. Come riferisce La Repubblica, infatti, la lotta ingaggiata con l’animale per difendere il figlio gli è costata la rottura della gamba in più punti. Ciò che è più importante, però, è che l’uomo è riuscito in qualche modo nel suo intento, sottraendo il ragazzo dall’orso. Padre e figlio sono stati ricoverati in ospedali e medicati: molto meglio è andata al 28enne, che grazie all’intervento del genitore ha riportato soltanto delle lesioni superficiali. Il 59enne in ogni caso non è in pericolo di vita. In reparto i due sono stati raggiunti dall’assessore provinciale Giulia Zanotelli e dalle guardie forestali che hanno anche provveduto ad ispezionare il luogo dell’aggressione per raccogliere gli elementi necessari a ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.

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