Ospiti a casa: galateo e Coronavirus/ Regole e consigli su inviti, cene, convivialità

- Mauro Mantegazza

Ospiti a casa: galateo e Coronavirus. Regole e consigli su inviti, cene e convivialità ai tempi della pandemia: un vero ‘protocollo’ per la sicurezza.

Tavola galateo
Una tavola imbandita: il galateo e il Coronavirus (da Pixabay)

L’invito a casa di ospiti, parenti o amici, come cambia ai tempi del Coronavirus secondo galateo e buon senso? Candida Morvillo scrive per il Corriere della Sera un articolo che illustra la convivialità durante la pandemia: se abbiamo ospiti a casa, il ‘nuovo’ galateo consiglia niente buffet e posti a tavola a scacchiera, con i congiunti ravvicinati; l’ospite si presenti in mascherina e il padrone di casa deve indicargli il bagno con salviette monouso e disinfettanti.

Alba Parietti ad esempio ha iniziato a ricevere i suoi ospiti in giardino, con un’organizzazione scientifica: “Invito gruppi ristretti, possibilmente fra persone che si conoscono e hanno fatto il test sierologico. So che è poco elegante, ma preferisco che gli invitati si sentano tranquilli. Al tavolo da dieci, faccio sedere massimo quattro ospiti, poi qualcuno si aggiunge dopo cena. È brutto dirlo, ma senza giardino, non inviterei“.

Il Coronavirus ha stravolto abitudini consolidate e il ‘protocollo’ di casa Parietti è davvero rigoroso: “Da me, si sta fuori finché la temperatura lo consente, poi, se fa freddo, ci salutiamo: in salotto ricevo una sola persona alla volta – prosegue infatti la nota showgirl -. In cucina, non entra nessuno: solo io e Sally, che serve a tavola con guanti e mascherina. Non ci sono piatti centrali, per evitare posate di servizio che toccano tutti. E se qualcuno sbaglia bicchiere, lo riprendo”.

IL GALATEO AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

Anche il galateo si è adattato e prevede una nuova ‘etichetta’ per la convivialità e gli inviti a casa ai tempi del Coronavirus. Laura Pranzetti Lombardini, autrice di una decina di libri di galateo, spiega che quando invita qualcuno a casa sua specifica subito “siamo in pochi” e spiega chi sono gli altri: “L’invitato non deve chiedere chi c’è, ma il padrone di casa, quanto mai adesso, deve dare ragguagli, però senza entrare nel pettegolezzo e specificare se hanno avuto o no il coronavirus”.

Il numero di ospiti dipende dal tavolo e dagli spazi disponibili, rispettando la regola del metro di distanza con un possibile trucco: “Io prevedo i posti a scacchiera ma coi congiunti ravvicinati“. L’ospite deve arrivare con la mascherina: “È la padrona di casa che invita a toglierla, così come le scarpe, da lasciare all’ingresso, non sul pianerottolo. Poi, deve indicare subito un bagno con salviette monouso e disinfettanti“, precisa Pranzetti Lombardini. Tanto che, se all’arrivo si creasse l’ingorgo, non è cattiva educazione ma giusta precauzione far aspettare qualcuno fuori.

Niente buffet perché ci si assembra e si toccano posate promiscue, sconsigliabili i finger food perché mangiare con le mani ispira diffidenza, utili bicchieri con colori diversi per evitare scambi impropri: “L’ideale è servire tutto già impiattato e col pane in piattini singoli. Se il tavolo è piccolo, si possono tenere gli ospiti in piedi, ma allora è meglio servire un piatto unico”.



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