Paladino: “dipingo la Divina Commedia per capire Dante”/ “Presto film sull’Inferno”

- Niccolò Magnani

Mimmo Paladino e i dipinti della Divina Commedia “per capire Dante. Presto film sull’Inferno con Toni Servillo come Conte Ugolino”

il pittore Paladino
Domenico Paladino, pittore (Wikipedia, 2021)

Probabilmente ai “più” dirà poco il nome di Mimmo Paladino, eppure è uno degli artisti italiani viventi più famosi al mondo. Come racconta in una lunga intervista a “Panorama” lo stesso maestro della Transavanguardia, ha deciso di immergersi nel vasto e affascinante mondo di Dante Alighieri.

Prima con le 50 illustrazioni delle tre Cantiche riunite in un libro appena edito, poi addirittura con un imminente film sull’Inferno della Divina Commedia: a 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, il viaggio compiuto nelle Commedia si “respira” e si “dipana” nelle fantastiche rappresentazioni visive di Paladino. «Avevo il desiderio di cimentarmi. Ho iniziato estrapolando in maniera istintiva sensazioni che potessero provocare una forma. È chiaro che l’Inferno è quello che ne provoca di più. Il tratto drammatico è maggiormente esprimibile. Il Paradiso è senza dubbio molto difficile», racconta l’artista. Un’umanità complessa e difficile da “rendere a parole”, anzi impossibile visto quanto già compiuto magistralmente dallo stesso Dante: e allora occorre rappresentarlo, raffigurarlo e “viverlo” questo incredibile viaggio nelle profondità dell’umano.

IL FILM E LA COMMEDIA: PARLA L’ARTISTA PALADINO

Nel film dedicato all’Inferno, racconta ancora Paladino a “Panorama” (diversi stralci dell’intervista oggi su “La Verità”) vi sarà Dante in compagnia di un Virgilio ambiguo, quasi di malaffare: «ma non ci sono solo i personaggi, c’è il presepe. Mi riferisco soprattutto a quelli della nostra cultura campana: in alto la Natività, poi arrivano i Re Magi e in basso, man mano che si scende, c’è di tutto. Un’umanità varia». Diversi gli incontri che faranno i due “protagonisti”, da Paolo e Francesca fino al Conte Ugolino: «Alla fine si scopre che sono due poveri attori che stanno recitando una parte. È solo una messinscena, proprio come la Divina commedia». In termini attoriali, saranno diversi i “non-attori” a cominciare da Dante, accompagnati però da grandi star come Toni Servillo (Conte Ugolino) e Laurie Anderson (Lucifero): «In fondo è un film sull’idea di bellezza: istintiva, drammatica, espressionistica».



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