Palazzo Margherita in Basilicata/ Hotel di Francis Ford Coppola nella terra degli avi

- Raffaele Graziano Flore

Palazzo Margherita in a Bernalda, in Basilicata: l’hotel resort voluto e restaurato da Francis Ford Coppola nella terra dei suoi avi, tra eleganza e richiami al cinema che ama…

Palazzo Margherita in Basilicata
Palazzo Margherita in Basilicata (Facebook, 2020)

Valorizzazione delle tradizioni locali, richiami-omaggio al mondo del cinema italiano (e non poteva essere altrimenti…), un’atmosfera rilassante con un’attenzione ai particolari tipica solo di chi viene da tutto un altro mondo e quindi è più attento a certi elementi che solo da quest’altra parte dell’Oceano Atlantico si può ritrovare: sono questi gli ingredienti che negli ultimi anni hanno attirato l’attenzione su Palazzo Margherita a Bernalda, piccolo comune lucano in provincia di Matera e non lontano dalla costa jonica, un hotel aperto nientemeno che dal regista statunitense Francis Ford Coppola i cui nonni erano emigranti partiti a suo tempo proprio dalla Basilicata alla volta di Detroit, nel Michigan. E nel 2012, proprio per onorare le proprie origini e la terra dove la stessa figlia Sofia Coppola ha deciso di celebrare le sue seconde nozze col cantante francese Thomas Mars, l’80enne cineasta dopo aver acquistato uno dei palazzi più belli del centro bernaldese e nel cui affascinante giardino proprio un anno prima proprio Sofia e il leader del gruppo dei Phoenix si erano uniti in matrimonio. Andiamo alla scoperta di Palazzo Margherita, un hotel dallo stile barocco, gli echi della cinematografia amata da Coppola e una proposta culinaria d’eccezione che esalta i sapori di un territorio che un tempo faceva parte della cosiddetta Magna Grecia.

PALAZZO MARGHERITA, L’HOTEL DI FRANCIS FORD COPPOLA

La storia di questa dimora storica conosciuta come Palazzo Margherita a Bernalda, uno dei più grandi centri della Basilicata con circa 12mila abitanti e ubicato su un altopiano che pian piano declina verso il Mar Jonio, in una zona dove l’azzurro del cielo fa pendant con l’arancione dei mandarini, comincia nel primo Ottocento ed è stato gestito dalla Soprintendenza ai Beni Culturali prima che fosse acquistato da Francis Ford Coppola pur restando su di essa un vincolo per via del suddetto giardino e del parco storico che rappresenta una delle piccole chicche che questo comune lucano ospita. Il nome invece lo deve a un ex Podestà di Bernalda, ovvero Giuseppe Margherita, suo ideatore e progettista guidato sempre da una grande passione non solo per il giardinaggio ma pure per la musica: l’orto dietro il palazzo nel corso dello scorso secolo si è pian piano trasformato assieme al giardino con tanto di suggestiva fontana; successivamente è stato Coppola con le sue risorse (e la collaborazione di Jacques Grange, interior designer di fama) a far rinascere a nuova vita questo spazio verde e i suoi caratteristici elementi, tra cui i vialetti, i sedili e un pozzo, tutti realizzati in pietra, e senza dimenticare il pregiato mix tra piante tipiche della regione, tra cui lecci e pini, e altre di provenienza esotica come delle palme. Un lavoro durato alcuni anni ma il cui risultato è che stupisce pure negli interni e nella scelta degli arredi che spaziano dallo stile barocco a richiami orientaleggianti (come gli affreschi che parrebbero essere un richiamo alla Tunisia a cui l’80enne è legato): lo stesso Coppola ha ammesso che, a differenza di quando era giovane, negli ultimi anni ha imparato ad apprezzare anche gli alberi e che i lavori di restauro di Palazzo Margherita sono stati fatti nel rispetto della sua tradizione.

ALLA SCOPERTA DI QUESTA DIMORA A BERNALDA, TRA ELEGANZA E CURA DEL VERDE

Il resort di Bernalda che si affaccia su Corso Umberto oggi è diventato una dimora non solo accogliente ma pure elegante e in cui a fare da padroni sono gli spazi e il senso di “apertura” pure al suo interno, tra gli alti e larghi soffitti, i pavimenti in cotto, il marmo e il gres che dominano nei bagni e nelle nove camere totali, di cui sette suite e due stanze-giardino: ma anche gli altri ambienti sono curati nei minimi dettagli e, come accennato, sono diversi gli omaggi al cinema italiano di cui il regista de “Il Padrino” e Apocalypse Now” è un grande fan; non a caso il ristorante si chiama Cinecittà e dà sulla piazza del paese mentre il Family Bar e il Pool Bar sono tappezzati di immagini dei più grandi attori mentre non poteva ovviamente mancate pure uno spazio dedicato alle proiezioni -con una selezione di pellicole scelte da Coppola in persona- col salone centrale che ospita un proiettore e un grande schermo. Ugualmente curata è la cucina e la proposta di ristorazione con un “Eat-in-Kitchen” che consente agli ospiti di sentirsi a casa e consumare direttamente in cucina un pranzo davvero casalingo tra prelibatezze gastronomiche e vini non solo della Lucania ma pure pugliesi. A tal proposito va ricordato che la proposta culinaria è firmata dallo chef Tommaso Lacanfora che racconta di aver conosciuto il regista grazie a uno zio in occasione delle nozze di Sofia Coppola: tra proposte di pasta e piatti di pesce, oltre a richiami alla tradizione montana della regione legata alla pastorizia, i cibi sono “a chilometro lucano” come spiega Lacanfora che ha pure confessato che il piatto preferito del maestro americano è la cosiddetta “tiella” (in origine una pentola con coperchio che è passata a definire poi i piatti e le pietanze cucinate in essa, specialmente al forno) d’agnello al forno con patate e lampascioni.

© RIPRODUZIONE RISERVATA