Paolo Berlusconi, fratello Silvio/ “Colpe? Nessuno sa dove ha preso il coronavirus”

- Davide Giancristofaro Alberti

Paolo Berlusconi, fratello di Silvio, intervistato sulle condizioni fisiche dell’ex premier: “Non possiamo sapere dove è avvenuto il contagio”

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Paolo Berlusconi (Screen da Youtube)

Anche Paolo Berlusconi, storico fratello di Silvio, è intervenuto per commentare le condizioni fisiche dell’ex presidente del consiglio, ricoverato da due giorni presso l’ospedale San Raffaele di Milano a seguito di una complicazione dopo essere stato colpito dal coronavirus. Intervistato dall’agenzia Adnkronos, “Berlusconi junior” ha spiegato: “Sono sollevato dalla parole di Zangrillo, siamo tutti fiduciosi“. Da quando si è appresa la notizia della positività del leader di Forza Italia, in molti hanno cercato di capire dove lo stesso possa aver contratto il virus, ma a riguardo Paolo Berlusconi spiega: “Non si può sapere dove Silvio abbia preso il virus. Non ci sono colpe, ma casualità, è inutile cercare colpe”. Tra l’altro l’ex presidente del consiglio ha passato le vacanze estive in diversi posti, prima nella storica dimora Villa Certosa a Porto Rotondo, poi un soggiorno in Provenza, in Francia, dove l’epidemia è aumentato notevolmente negli ultimi giorni.

PAOLO BERLUSCONI: “CONTAGIO SILVIO? MAGARI CON INCONTRI CASUALI”

Inoltre, Berlusconi ha avuto numerosi contatti nell’ultimo mese, fra famigliari e amici, come ad esempio Flavio Briatore, manager del Billionaire anch’egli con il covid-19. “Ripeto – ha aggiunto e ribadito Paolo Berlusconi – non possiamo sapere come sia avvenuto il contagio, come in tutto il mondo avvengono con incontri magari casuali”. Le parole del fratello dell’ex presidente del consiglio fanno eco a quelle rilasciate sempre oggi da Veronica Lario sulla caccia all’untore (che potete trovare qui), e soprattuto a quelle di Barbara Berlusconi, che due giorni fa aveva parlato con il Corriere della Sera, dicendosi amareggiata per le accuse ricevute: “Nei giorni in cui vivo momenti di grande angoscia per la salute di mio padre – aveva detto – penso sia disumano essermi trovata su tutti i media come l’untrice ufficiale della persona a cui voglio più bene”. E ancora: “Vorrei proprio capire su quali basi sono stata indicata con certezza come la responsabile. Tra l’altro, i tempi e i ripetuti tamponi negativi fatti da mio padre dimostrano il contrario. La caccia all’untore è una cosa da Medioevo, e la trovo umanamente inaccettabile oltre che scientificamente indimostrabile”.



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