Papa Francesco/ “Sono vivo nonostante mi volessero morto, era già pronto il conclave”

- Davide Giancristofaro Alberti

Papa Francesco ha scherzato sul suo stato di salute durante il recente incontro con i gesuiti: “Sono ancora vivo nonostante mi volessero morto”

Papa Francesco in Slovacchia
Papa Francesco, viaggio in Slovacchia (LaPresse, 2021)

Sono parole fra il serio e l’ironico quelle rilasciate da Papa Francesco durante una conversazione a porte chiuse con con 53 confratelli gesuiti durante il viaggio a Budapest e Bratislava, degli scorsi 12-15 settembre, riportate stamane dal quotidiano La Stampa: “Sono ancora vivo. Nonostante alcuni mi volessero morto”, ha detto il Santo Padre riferendosi al suo recente ricovero per un intervento chirurgico al colon: “So che ci sono stati persino incontri tra prelati – ha spiegato ancora il Pontefice – i quali pensavano che il papa fosse più grave di quel che veniva detto. Preparavano il conclave. Pazienza! Grazie a dio sto bene”.

Quindi Papa Francesco ha aggiunto, ricordando ancora l’operazione al Policlinico Gemelli di Roma tenutosi lo scorso 4 luglio: “Fare quell’intervento chirurgico è stata una decisione che io non volevo prendere: è stato un infermiere a convincermi. Gli infermieri a volte capiscono la situazione più dei medici perché sono in contatto diretto con i pazienti”. Il Santo Padre, che il prossimo mese di dicembre compirà 85 anni, è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico per una stenosi diverticolare con segni di diverticolite sclerosante, durante il quale è stata rimossa una sezione del colon, con tanto di ricovero lungo dieci giorni.

PAPA FRANCESCO E L’ANEDDOTO SULLA SUORA ITALIANA

Papa Francesco aveva già scherzato sull’intervista quando aveva parlato con l’emittente radiofonica spagnola Cope: “Sono ancora vivo”, aveva ironizzato rispondendo alla domanda “come sta?” postagli dal conduttore Carlos Herrera. Anche in quel caso aveva parlato dell’infermiere che lo aveva convinto a sottoporsi all’operazione: “un uomo con molta esperienza. È la seconda volta nella mia vita che un infermiere mi salva la vita. La prima è stata nell’anno ’57”.

In quest’ultimo caso fu una suora italiana, Cornelia Caraglio, quando Bergoglio era solo un giovane seminarista in Argentina: la “sorella” si oppose ai medici suggerendo di cambiare la cura e salvando così la vita dello stesso futuro Papa.



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