PAPA LUCIANI BEATO/ L’umiltà di vivere ogni momento al cospetto del Mistero

- Federico Pichetto

La beatificazione di Giovanni Paolo I, Albino Luciani, indica alla Chiesa una strada di umiltà, saggezza e prudenza nel vivere la vede

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Albino Luciani (1912-1978), papa Giovanni Paolo I (LaPresse)

Quando la Chiesa riconosce le condizioni per proclamare uno dei suoi figli “beato”, essa non vuole soltanto offrire ai contemporanei un altro punto sicuro di venerazione, ma intende proporre il carattere del nuovo beato, la sua storia e la sua stessa sensibilità, quale strada sicura per giungere a Dio, per poterne fare esperienza. L’annuncio della prossima beatificazione di Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani (1912-1978) patriarca di Venezia, ha così il potere di comunicare a tutta la cristianità uno stile con cui oggi, in questo tempo così confuso e violento, vivere la fede.

Luciani trascorse tutta la sua vita nell’ombra, custodendo tanto silenzio e grande ironia. Dinnanzi alla tentazione di dire una parola su ogni grande questione del nostro tempo, Luciani ci riporta alla necessità di ascoltare e di sorridere, di cogliere la contraddizione che spesso connota i grandi protagonisti dei nostri giorni senza alcun bisogno di comunicare a chicchessia le nostre posizioni e di iscriverci ad uno dei partiti che animano la vita politica o ecclesiale dei nostri giorni.

Egli non mostra la via dell’ignavia, quanto quella della prudenza, della saggezza, del sapiente distacco dalle diatribe della quotidianità. Ma Luciani significa pure devozione fervida a Maria, Nostra Signora di Fatima, figura con la quale il patriarca di Venezia era ben consapevole che si poteva e si doveva leggere la storia. I nostri non sono giorni abbandonati, ma tempo sacro pensato, voluto e benedetto da Dio.

Infine Giovanni Paolo I implica “humilitas”, la parola che egli stesso si fece apporre come stemma in quei trentatré giorni del 1978, humilitas di chi sa di non sapere tutto, ma di essere sempre e comunque al cospetto del Mistero. Prima dei grandi giorni del papa polacco, la Chiesa seppe vivere i piccoli giorni del papa della Speranza, dell’ironia, della mitezza. E forse sono proprio queste tre cose quelle che oggi ci servono per ripartire. Alla sequela di Cristo.

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