PAPA/ Omelia di Santa Marta: la lotta quotidiana fra il bene e il male

- Paolo Vites

Nell’omelia durante la messa di Santa Marta il papa ha parlato del dramma della lotta fra bene e male

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Papa Francesco (LaPresse)
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La lotta tra il bene e il male, è il tema che papa Francesco ha affrontato oggi durante l’omelia alla messa mattutina a Santa Marta. Riflettendo sulla Prima Lettura, tratta dalla Lettera di San Paolo ai Romani, il Pontefice si è soffermato sulla «lotta interiore» e «continua» dell’Apostolo delle genti «fra il desiderio di fare il bene» e il non essere capace «di attuarlo», una vera e propria «guerra» che «è dentro di lui». Una guerra che è di tutti, ha detto Francesco, perché san Paolo era un santo e che i santi vivono dentro di loro questa guerra, una guerra di ogni giorno. «È una lotta tra il bene e il male; ma non un bene astratto e un male astratto: fra il bene che ci ispira lo Spirito Santo di fare e il male che ci ispira il cattivo spirito di fare. È una lotta. È una lotta di tutti noi. Se qualcuno di noi dicesse: “Ma, io non sento questo, io sono un beato, vivo tranquillo, in pace, non sento …”, io direi: “Tu non sei beato: tu sei un anestetizzato, che non capisce cosa succede”». Una grande sottolineatura questa, perché è quello che accade alla maggior parte di noi, è di vivere così dimentichi della realtà da sentirci “anestetizzati” di fronte a quanto accade.

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CHIEDIAMOCI COSA SUCCEDE DENTRO DI NOI

Il papa ha poi citato il vangelo di Luca, quando Gesù dice «Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo: come mai, questo tempo non sapete valutarlo?». «Tante volte noi cristiani siamo indaffarati in molte cose, anche buone; ma cosa succede dentro di te? Chi ti ispira questo? Qual è la tua tendenza spirituale, di questo? Chi ti porta a fare questo? La vita nostra abitualmente è come una vita di strada: andiamo per la strada della vita … quando andiamo in strada, soltanto guardiamo le cose che ci interessano; le altre, non le guardiamo». Una lotta dunque tra grazia e peccato davanti alla quale dobbiamo costantemente chiederci se le nostre azioni vengano dal Signore o dal nostro egoismo, quindi dal diavolo. Prima di finire la giornata, ha concluso, renditi due-tre minuti: cosa è successo oggi di importante dentro di me? Oh, sì, ho avuto un po’ di odio lì e ho sparlato lì; ho fatto quell’opera di carità… Chi ti ha aiutato a fare queste cose, sia le brutte, sia le buone? E farci queste domande, per conoscere cosa succede dentro di noi. Alle volte, con quell’anima chiacchierona che tutti abbiamo, sappiamo cosa succede nel quartiere, cosa succede nella casa dei vicini, ma non sappiamo cosa succede dentro di noi».

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