Parchi divertimenti “chiusi fino a luglio”/ Caso Gardaland: costa 1,9 mln € al mese

- Alessandro Nidi

Parchi divertimenti ancora chiusi e spunta il caso Gardaland: costi mensili esorbitanti, ma i ristori sono stati minimi

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Gardaland (Porta a Porta, 2021)

I parchi divertimenti in Italia sono ancora chiusi e hanno ricevuto ristori minimi in tutto questo periodo, nonostante diano lavoro a 60mila persone nel nostro Paese. Così, accanto all’auspicio espresso dal leader della Lega, Matteo Salvini, nella serata di ieri a “Porta a Porta” (“Spero riaprano il prima possibile”), si fa largo l’appello unanime di tutti i gestori delle strutture tematiche disseminate sul territorio nazionale: “Fateci riaprire subito”.

Così, nel pomeriggio di oggi, venerdì 7 maggio 2021, la trasmissione di La7 “Tagadà” ha intervistato l’amministratore delegato di Gardaland, Aldo Maria Vigevani, il quale ha dichiarato: “Secondo l’ultimo decreto dovremmo riaprire il 1° luglio. La nostra struttura è interamente all’aperto, dove il rischio di infettarsi è davvero minimo. Inoltre, l’anno scorso abbiamo inserito un protocollo di sicurezza che prevede sanificazione delle attrazioni e degli spazi limitrofi alla fine di ogni giro o corsa e code solo virtuali, non fisiche. Non riusciamo a capire, pertanto, perché non possiamo aprire. L’anno scorso abbiamo aperto a metà giugno e non si sono verificati casi Covid nel parco, né tra i nostri visitatori”.

PARCHI DIVERTIMENTI, GARDALAND E I SUOI FRATELLI

Gardaland, da solo, dà lavoro a 1500 dipendenti e nei dintorni vi sono 10mila posti di lavoro collegati a doppio filo alla sua operatività. “Probabilmente si sono dimenticati di noi – ha commentato con amarezza Vigevani a ‘Tagadà’ –. Negli ultimi tempi siamo stati molto attivi per fare capire che noi siamo attenti e che abbiamo bisogno di lavorare e di fare lavorare decine di migliaia di famiglie. D’altro canto, non dimentichiamo che Gardaland a cancelli chiusi costa 1,9 milioni di euro al mese. Sono arrivati piccoli sostegni l’anno scorso e qualche saving su alcune tasse, ma rispetto alla dimensione dell’azienda i sussidi sono stati marginali”. Sul caso Gardaland e parchi divertimenti, il professor Aldo Morrone, specialista in Dermatologia tropicale, infettivologica e Medicina delle migrazioni, ha poi asserito: “Sono favorevole all’apertura dei parchi divertimenti e dei parchi archeologici, che sono ben diversi dai musei al chiuso. Inoltre, sono stati fatti degli esperimenti che ne hanno documentato la sicurezza”.



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