Parma, lite tra vicini “massacrata di botte”/ “Istigò figlio 12enne a picchiarmi”

- Emanuela Longo

Parma, lite tra vicini finisce in aggressione: i diversi episodi raccontati dalle presunte vittime oggi a Pomeriggio 5

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Parma, lite tra vicini (Pomeriggio 5)

Si torna a parlare di liti condominiali da Barbara d’Urso, nella nuova puntata di Pomeriggio 5 di oggi. Ancora attriti tra i vicini di casa, come quelli che si sono registrati a Cilavegna, comune in provincia di Pavia, dove in un episodio un uomo avrebbe addirittura arruolato il figlio 12enne incitandolo a picchiare i vicini. La vicenda si è tristemente conclusa in tribunale con una condanna ad un anno di reclusione giunta nelle passate settimane, come riferisce La provincia Pavese online. Il processo si è celebrato a carico di un uomo di 47 anni e, secondo le accuse, sarebbe stato il responsabile di una serie di episodi che si sarebbero verificati tra il 2014 ed il 2015. L’episodio più grave sarebbe avvenuto il 30 dicembre del 2014 quando due vicine di casa del 47enne, secondo l’accusa, si trovavano a bordo della propria auto quando uscivano da una stradina privata. In quella circostanza, l’uomo le bloccò, le trascinò fuori dall’auto e successivamente le picchiò con violenza. Questi episodi, tuttavia, sarebbero andati avanti a lungo ed a commentarlo sono state oggi alcune delle vittime (o presunte tali) a Pomeriggio 5.

PARMA, LITE TRA VICINI: GLI EPISODI

Le vittime principali dei pesanti attriti con il vicino di casa violento sono state soprattutto Elisa e Maria, figlia e madre, costrette addirittura a cambiare casa per via delle continue molestie. In collegamento con Pomeriggio 5, Elisa ha spiegato che da sei anni sta subendo traumi molto importanti: “mi impasticco dalla mattina alla sera pemerigr gli attacchi di panico e l’ansia a causa di questa persona che mi ha massacrata di botte più volte”, ha spiegato. Ma da dove nasce questo incubo? “Ho assistito ad una lite avuta con un altro vicino e in teoria io dovevo sostenere la sua versione che era falsa, sono stata minacciata e da quel momento mi ha detto che dovevo farmi il segno della croce… io non posso andare in tribunale o dai carabinieri a dichiarare il falso!”. A dare la sua versione anche Maria, la madre: “sono stata aggredita da suo figlio che gli ha insegnato cosa doveva farmi, solo perchè lui aveva litigato con un’altra persona”. Inquietante anche la testimonianza di un 74enne, Antonio, che ha raccontato uno dei tanti episodi violenti: “ogni mattina noi apriamo il cancello per uscire in auto, lui ci faceva spesso stalking perchè lui doveva sopraffare la persona. Quella mattina prevedendo le sue molestie sono andato nella piazzetta a controllare se potesse essere un ostacolo. Con l’auto voleva fare un agguato, accortomi di questo sono tornato indietro dai miei e ho bloccato tutto. Lui appena si è accorto che stavo tornando, ha preso la macchina e si è messo davanti al cancello impedendo l’uscita. Gli ho detto per tre volte di spostarsi ma da lì non si è mosso e rideva, allora ho detto che chiamavo i carabinieri, appena ho detto a mia moglie di farlo, lei è salita in casa e lui è uscito dalla macchina, mi ha aggredito a schiaffoni così forti che son caduto a terra tramortito”. Il vicino, ovviamente, ha fornito una versione del tutto opposta. La pace a quanto pare è ancora molto lontana.



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