Passaporto con X per terzo genere emesso in Usa/ “Per persone non binarie”

- Alessandro Nidi

Passaporto con la X per il terzo genere: gli USA scrivono una pagina importante di storia. L’aggiornamento delle procedure terminerà a inizio 2022

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Un passaporto con la X per indicare il terzo genere, alternativa alle opzioni “maschio” e “femmina”: questo è il primo storico passo compiuto dagli Stati Uniti d’America, che hanno emesso il primo documento di viaggio di sempre in grado di contemplare una soluzione più consona per le persone che non si identificano nelle cosiddette categorie binarie (uomo o donna, ndr). Come riferisce l’agenzia nazionale di stampa ANSA, l’opzione sarà disponibile normalmente dall’inizio del 2022, sia sui passaporti che sui certificati di nascita degli americani all’estero.

“Voglio ribadire, in occasione dell’emissione di questo passaporto, l’impegno del Dipartimento di Stato a promuovere la libertà, la dignità e l’eguaglianza di tutte le persone, comprese quelle della comunità Lgbtqi+”, ha sottolineato il portavoce Ned Price, il quale ha aggiunto che si tratta di un passo finalizzato a implementare politiche “gender-inclusive”, così come annunciato da Washington.

PRIMO PASSAPORTO CON LA X EMESSO NEGLI STATI UNITI D’AMERICA: “CI STIAMO MUOVENDO VERSO QUESTA DIREZIONE”

Nel prosieguo del suo intervento, Ned Price ha asserito ancora: “Come il segretario ha annunciato nel mese di giugno, il Dipartimento si sta muovendo verso l’aggiunta di un indicatore di genere X per persone non binarie, intersex, e di genere non conforme che chiedono un passaporto degli Stati Uniti d’America.

Come dicevamo in precedenza, tale opzione sarà offerta soltanto quando sarà terminato l’aggiornamento dei moduli, di fatto con l’avvento del nuovo anno, distante ormai davvero pochissime settimane. Per ciò che concerne l’inserimento della X sul passaporto, giova ricordare che già nel corso della stagione estiva era stato reso noto che sarebbe stato avviato l’aggiornamento delle procedure, in maniera tale da consentire ai richiedenti di scegliere in via del tutto autonoma il proprio genere sessuale sui passaporti, non rendendosi peraltro più necessaria la certificazione medica, qualora l’opzione selezionata non trovi corrispondenza con il sesso indicato sugli altri documenti d’identità.



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