Passaporto vaccinale, Ue lancia “green pass”/ Come funziona: tre vie per viaggiare

- Carmine Massimo Balsamo

Passaporto vaccinale, Bruxelles al lavoro per il “green pass”. Il ministro Garavaglia: “Mi auguro che si possa arrivare a una sintesi comune”

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Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea (LaPresse, 2020)

Passaporto vaccinale, importanti passi in avanti in Unione Europea: la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, ha lanciato il “green pass”. L’ex ministro della Difesa di Berlino ha presentato la proposta per “riaprire” l’Europa in vista della stagione estiva, l’obiettivo è quella di non sprecare un’altra finestra turistica.

Come riportano i colleghi di Repubblica, il passaporto vaccinale sarà digitale o cartaceo, dotato di codice a barre, riconosciuto da tutti i governi europei e conterrà l’avvenuta vaccinazione. Non è finita qui: per non discriminare chi non può o non vuole vaccinarsi, il “green pass” prevederà anche l’indicazione degli anticorpi in coloro che hanno già superato l’infezione da Covid-19 o un test negativo. Il certificato non sarà obbligatorio per viaggiare, ma presenterà una corsia preferenziale per evitare quarantene o restrizioni.

PASSAPORTO VACCINALE, UE AL LAVORO PER IL “GREEN PASS”

Per quanto riguarda le tempistiche, il passaporto vaccinale potrebbe arrivare entro metà giugno ma prima è necessaria una discussione tra i vari Paesi europei. Il “green pass” «è un certificato verde per evitare divisioni e blocchi, per faciliti care gli spostamenti dei cittadini europei e per fare ripartire il turismo», ha confermato il commissario Ue per la giustizia, Didier Reynders, che ha poi rimarcato: «Il pass è interoperabile e vincolante per i Paesi Ue, per evitare ogni forma di discriminazione offre “tre alternative” per tornare a viaggiare: dimostrare l’avvenuta vaccinazione, la negatività a un test o la guarigione dal Covid». Ricordiamo che negli scorsi giorni l’Oms ha bocciato l’ipotesi, sottolineando che non ci sono le condizioni per portare avanti il progetto. Nel pomeriggio sul dossier è intervenuto anche il ministro Garavaglia: «Nell’Unione Europea ci sono posizione molto spinte come quelle di Grecia e Spagna e un po’ meno spinte di altri Paesi. Mi auguro che si possa arrivare a una sintesi comune affinchè nessuno abbia vantaggi competitivi ad alcuni a scapito di altri».



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