Patto innovazione statali, firma Draghi-Brunetta-sindacati/ “PA, c’è molto da fare”

- Niccolò Magnani

Draghi, Brunetta e i sindacati Cgil-Cisl-Uil firmano il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e coesione sociale. “PA, serve fare molto di più”: i 6 punti del patto

Draghi e i sindacati
Patto lavoro PA: Brunetta e Draghi con i leader sindacati Cgil, Cisl, Uil (YouTube, 2021)

Si è svolta questa mattina nella Sala Verde a Palazzo Chigi la cerimonia di firma del “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale” alla presenza del Presidente Mario Draghi, il Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, i segretari generali dei sindacati Maurizio Landini (Cgil), Luigi Sbarra (Cisl) e Pierpaolo Bombardieri (Uil). L’importante accordo raggiunto tra Governo e sindacati prevede un nuovo sistema contrattuale per il mondo degli statali che si avvicina il più possibile a quello privatistico: «Questo patto inaugura una nuova stagione di relazioni sindacali e il negoziato che si apre per il rinnovo contrattuale avverrà in questo contesto. – ha spiegato nel suo intervento il ministro BrunettaVenerdì convocherò tutte le confederazioni sindacali rappresentative del pubblico impiego con l’obiettivo di avviare il negoziato in tempi brevi. È per noi il migliore segno di ripartenza».

Per il leader della Cgil Landini, «questo metodo di confronto per noi è importante perchè non dovrà affrontare solo il tema del lavoro pubblico» mentre per il nuovo segretario Cisl Sbarra «E’ un accordo che guarda al presente per vincere la sfida immediata della pandemia e della crisi occupazionale cogliendo appieno le difficoltà per rispondere immediatamente ai bisogni della società». Da ultimo, Bombardieri della Uil aggiunge «rafforzare i servizi pubblici significa garantire pari opportunità e pari diritti».

IL DISCORSO DEL PREMIER DRAGHI

Ha preso poi parola il Premier Mario Draghi che per la seconda volta in 3 giorni “stupisce” la stampa a rilascia alcune dichiarazioni importanti sul tema del pubblico impiego e sul rilancio del settore nella pur fortissima crisi economica: «Il buon funzionamento del settore pubblico è al centro del buon funzionamento della società. Questo è sempre vero, con la pandemia è ancora più vero». Draghi non lesina critiche forti al mondo della PA e aggiunge davanti ai leader dei sindacati «A fronte di questa centralità del settore pubblico se guardiamo la situazione attuale concludiamo che c’è molto da fare». Ancora il Presidente del Consiglio rilancia sul Patto per l’Innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale sottolineando come «La pandemia e il piano di rilancio e resilienza richiedono nuove professionalità e nuove forme di lavoro. Nuove professionalità richiedono investimenti e nuove regole. Questo è quello che oggi stiamo cominciando».

Da ultimo, Draghi riflette sui numeri della PA: «La pandemia e il Pnrr richiedono nuove professionalità. Lo smart working ha cambiato il modo di lavorare. Bisogna investire in formazione. L’età media del pubblico impiego è di 51 anni. Nel 2001 era di 43 anni. Nel settore pubblico c’è molto da fare, perché se i servizi pubblici non funzionano, si crea una società più ingiusta. La pandemia ha rivelato la centralità del settore pubblico». Se non funziona la Pubblica amministrazione allora la società è più ingiusta: «qui il lavoro da fare è molto, se non quasi tutto. Oggi è solo un primo passo di tanti ancora da fare».

IN COSA CONSISTE IL NUOVO PATTO SULLA PA

Detassazione salario accessorio, diritto permanente alla formazione, maggiore flessibilità e smartworking da inserire nel contratto come formula regolare anche dopo la pandemia: sono solo alcuni dei temi inclusi nel patto siglato a Palazzo Chigi. Innovazione digitale, centralità dei “sistemi di partecipazione sindacale”, permessi e altre agevolazioni per il sostegno alla genitorialità riportano il Patto per l’Innovazione del lavoro pubblico al centro del progetto immaginato dal Governo Draghi per la pubblica amministrazione in vista del Recovery Plan da presentare entro aprile. Nel documento c’è l’impegno ad allargare la riserva tecnico economica per i nuovi contratti oltre i 3,375 miliardi attuali: il patto si snoda poi su 6 elementi cardine fissati dal testo pubblicato sul portale del Governo.

1- Riavvio della stagione contrattuale
2- Rivoluzionare il lavoro agile-smartworking
3- Rivisitazione degli ordinamenti professionali del personale
4- Politiche formative di ampio respiro
5- Adeguati i sistemi di partecipazione sindacale
6- Implementare gli istituti di welfare contrattuale, con riferimento al sostegno alla genitorialità e all’estensione al pubblico impiego di agevolazioni fiscali



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