Paziente HIV non in cura guarisce/ Esperti: “Serbatoio virale eliminato perché…”

- Alessandro Nidi

Scoperta clamorosa in America: un paziente non in cura è completamente guarito dall'Hiv. Il genoma del virus non è stato più rilevato nel suo sangue

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La notizia ha di per sé del clamoroso: un paziente malato di Hiv e non in cura è guarito completamente dal virus. Si tratta del secondo caso individuato, dopo quello di una donna di San Francisco: questa volta stiamo parlando di un paziente messicano, nel cui sangue gli scienziati del Massachusets General Hospital non hanno più rilevato tracce del genoma dell’Hiv. Come riporta il portale a carattere scientifico “Wired”, l’esito negativo giunge da una serie di test svolti su ben 1,5 miliardi di cellule del sangue e prelevate dai tessuti del paziente.

I risultati sono stati pubblicati su “Annals of Internal Medicine” e ha messo in luce il fenomeno degli elite controllers, ovvero quelle persone malate di Hiv che, nonostante abbiano contenitori naturali di virus nel proprio corpo, riescono a sopprimerlo e a non sviluppare l’Aids. Una condizione molto rara, che coinvolge meno dello 0,5% delle persone sieropositive; infatti, normalmente nei sieropositivi l’utilizzo di farmaci antiretrovirali non elimina del tutto il virus, che rimane in alcuni serbatoi latenti.

PAZIENTE HIV NON IN CURA GUARISCE: I RISULTATI DELLE ANALISI DEGLI ESPERTI

Un caso quasi unico, quello individuato dal gruppo di ricerca capitanato da Xu Yu, in servizio presso il Massachusetts General Hospital, il Mit e la Harvard Medical School. Come scrive ancora “Wired”, gli scienziati hanno recentemente documentato sulle pagine di “Nature” il caso della paziente di San Francisco e ora hanno individuato questo nuovo caso, che coincide con un paziente di Esperanza (nello stato di Puebla, nel Messico centrale).

L’obiettivo degli studiosi è adesso quello di comprendere a fondo come operino le cellule T dei due pazienti in cui non c’è più traccia di virus, con particolare attenzione dedicata ai linfociti T killer. Su “Wired” spiccano le parole di Yu: “Stiamo studiando la possibilità di indurre questo tipo di immunità in persone in trattamento con antiretrovirali attraverso la vaccinazione, con l’obiettivo di educare il loro sistema immunitario a controllare il virus senza questi farmaci”.







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