Paziente zero Coronavirus in Germania/ “Arrivato nel Lodigiano tra 24 e 26 gennaio”

- Silvana Palazzo

Paziente zero Coronavirus è arrivato dalla Germania nel Lodigiano tra 24 e 26 gennaio. La teoria, che sarà pubblicata in uno studio, spiegata dall’infettivologo Massimo Galli

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Coronavirus a Milano (LaPresse, 2020)

Il paziente zero è arrivato dalla Germania nel Lodigiano a fine gennaio. La teoria è stata elaborata per risolvere il “giallo” internazionale attorno alle origini dell’epidemia in Europa. Ed è al centro di uno studio italiano in corso di pubblicazione. Ma intanto l’infettivologo Massimo Galli l’ha spiegata all’AdnKronos. «Almeno gran parte, se non tutta l’epidemia» di Coronavirus sarebbe «partita da qualcuno che si è infettato in Germania verosimilmente intorno al 24, 25 o 26 di gennaio». Poi è arrivato nel Lodigiano, «dove ha seminato l’infezione, del tutto inconsapevolmente o perché completamente asintomatico o perché ha scambiato i sintomi di Covid-19 per quelli di una normale influenza». Il primario all’ospedale Sacco di Milano e docente di Malattie infettive alla Statale ha aggiunto che si può ipotizzare una “pista genetica” che porta dritto al focolaio di Coronavirus scoppiato in Baviera, di cui vi avevamo peraltro già parlato nei giorni scorsi. Tutto sarebbe partito da un’impiegata cinese dell’azienda Webasto che aveva partecipato ad un meeting di lavoro a Monaco.

CORONAVIRUS, PAZIENTE ZERO DA GERMANIA NEL LODIGIANO

La dipendente cinese, allora asintomatica, ha contagiato un collega durante la sua permanenza in Germania, diventato paziente zero europeo. Così ha dato vita al primo focolaio di Coronavirus d’Europa. Da lì il contagio sarebbe arrivato in Italia. Sono stati quindi riuniti i dati delle scorse settimane, frutto delle indagini scientifiche partite dopo i primi casi italiani di Coronavirus. Lo studio verrà dunque pubblicato a breve. «Si tratta dell’analisi filogenetica delle sequenze di Sars-CoV-2 ottenute dai virus isolati da noi all’università degli Studi – ospedale Sacco di Milano, dal San Raffaele e dall’Istituto superiore di sanità», ha dichiarato l’infettivologo Massimo Galli all’AdnKronos. La donna, che ha dato vita al focolaio europeo, aveva avuto contatti con i genitori che vivono nell’epicentro dell’epidemia nata a Wuhan. Dunque, è confermata anche l’origine cinese del virus, mentre il contagio sarebbe arrivato in Italia con la “triangolazione” via Germania. Resta da capire se il Covid-19 sia arrivato da un italiano recatosi in Baviera e poi rientrato, oppure da un tedesco che ha viaggiato nel Lodigiano.

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