Pedofilo condannato a 20 anni a Torino/ Stessa pena di un omicidio: bimbi abusati e…

- Emanuela Longo

Pedofilo della Torino bene condannato a 20 anni: abusi su 2 bimbi. Foto e video delle violenze finivano sul dark web

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Immagine di repertorio (Pixabay)

Una condanna esemplare quella inflitta oggi a Torino ad un uomo, accusato di aver plagiato e violentato due bambini per almeno due anni. Come riferisce il quotidiano La Repubblica, il pedofilo della Torino bene, un orco insospettabile, è stato condannato a 20 anni di carcere per gli atroci reati commessi. Una pena, quella inflitta dal giudice Giacomo Marson, equiparabile a quella per omicidio e che ha raggiunto il libero professionista torinese. Stando a quanto ricostruito nel corso del processo, l’uomo era solito portare con sé i due bambini, figli di una coppia di amici, nelle sue abitazioni fuori città o in montagna, dove si sarebbero consumate le violenze. Non solo: lo stesso avrebbe prodotto foto e video agghiaccianti per poi usarli come merce di scambio nel dark web.

Nel corso delle indagini che hanno condotto all’insospettabile professionista, sarebbero emerse anche altre tre vittime, sempre vicine al pedofilo e che avrebbero ricevute da lui attenzioni morbose. L’indagine delicatissima, svela il quotidiano, era partita da Roma e sollo lo scorso 12 aprile gli agenti della polizia postale aveva proceduto al suo arresto dopo essere risaliti alla sua identità.

Pedofilo condannato a 20 anni: ha plagiato e abusato almeno due bambini

Durante la perquisizione nell’abitazione dell’uomo oggi condannato a 20 anni per le violenze a scapito di due bambini, era stata trovata una quantità enorme di materiale pedopornografico nel suo computer. I numeri sono impressionanti: si parla di oltre 300 mila file, di cui 9000 video e immagini autoprodotti che l’uomo aveva catalogato in cartelle suddivise per anno. Secondo l’accusa il pedofilo aveva stretto un rapporto morboso con i due bambini, un maschietto ed una femminuccia, abusati quando avevano tra i 6 e gli 8 anni. Le immagini erano così esplicite che la procura di Torino non aveva ritenuto necessario sentire in audizione protetta i due minori. Il sospetto è che i bambini venissero narcotizzati, alla luce dei medicinali trovati in casa e dal loro stato nei filmati.

Il pedofilo era così convinto di riuscire a farla franca, al punto tale di essersi ripreso in volto. Per sfuggire ai controlli era solito cambiare serve e identità usando nickname. Con le piccole vittime era invece riuscito a comprare il loro silenzio. Dopo il suo arresto i genitori delle vittime hanno prontamente avviato un percorso di sostegno psicologico per i loro figli. Stando a quanto emerso, nessuno si era mai reso conto dell’orrore dal momento che l’orco usava lo stratagemma del gioco per plagiarli e violentarli, prima di condividere tutto sul dark web dove era una sorta di ‘star’ tra i pedofili.





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