Pensionati all’estero/ Il paradiso fiscale dove si paga il 5% massimo (oggi 11 luglio 2024, ultime notizie)

- Danilo Aurilio

I pensionati all'estero vanno alla ricerca dell'aliquota fiscale più conveniente. Tra i classici Paesi ne sorge uno dove si arriva appena al 5%.

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I pensionati che decidono di restare in Italia sono consci delle tasse enormi da dover versare all’Erario, all’estero invece come se la caverebbero? Esistono luoghi classificabili come dei veri e propri “paradisi fiscali”.

Nella lista questa volta non includiamo né la Spagna, né le Isole Canarie e neppure il Portogallo. Tra le mete preferite per andare in pensione e percepire un assegno alto senza spenderlo in tasse c’è la Tunisia.

Pensionati all’estero: bagagli pronti per la Tunisia

Chi versa le tasse in Italia sa che in linea di massima deve esborsare almeno dal 30% al 50%. Prendendo l’esempio dei pensionati all’estero si potrebbe pensare alla Tunisia per le agevolazioni fiscali che ci sono.

Nel Paese nordafricano un pensionato che prende un assegno previdenziale di 3.000€ paga soltanto 180€ di tasse. Per un italiano sarebbe un sogno ad occhi aperti ma che oggi potrebbe facilmente raggiungere grazie ad un Legge introdotta nel 2007 dalla Tunisia stessa.

Nello specifico la Tunisia propone ai pensionati europei (italiani inclusi) di trasferirsi ottenendo fino all’80% di risparmio fiscale. La misura consente di poter pagare fino ad un massimo del 5% in tasse (sul totale).

I requisiti

Non è raro sapere che nei paradisi fiscali vengono depositati miliardi di euro, ma d’altronde è anche comprensibile date le misure agevolative che propongono i Paesi esteri (soprattutto Oltreoceano).

I requisiti richiesti dalla Tunisia sono pochi ma intensi. Il pensionato europeo che decide di trasferirsi per pagare non oltre il 5% di tasse deve spostare la residenza nel Paese Nordafricano e deve attestare di non esserci mai stato nei cinque anni precedenti all’attuale richiesta.

Il soggiorno minimo in ogni caso non dev’essere inferiore a 183 giorni. Diversamente è sufficiente essere titolare di un immobile residenziale e dimostrare di vivere nel Paese durante l’anno.

Oltre all’aliquota fiscale è importante valutare anche i servizi – soprattutto sanitari – nel Paese in cui ci si vuol trasferire.





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