PEPPE LUCIFORA/ Carabiniere Davide Corallo “sono innocente”: il giallo del testamento

- Dario D'Angelo

Peppe Lucifora, chef ucciso a Modica: dubbi sulla pista passionale. Il parroco amico: "Parlava troppo, penso che questo lo abbia portato alla morte".

peppe chef ucciso modica 2019 quarto grado 640x300 Giuseppe "Peppe" Lucifora, chef ucciso a Modica (Quarto Grado)

Quarto Grado torna ad occuparsi del caso di Peppe Lucifora, lo chef ucciso a Modica il 10 novembre 2019. Pochi giorni fa la svolta: il carabiniere Davide Corallo è stato arrestato con l’accusa di essere il responsabile dell’omicidio di questo cuoco così amato da tutti in paese. La trasmissione di Gianluigi Nuzzi ha intervistato al riguardo Davide Scavino, vice direttore di Video Mediterraneo, che ha dichiarato: “Per quanto riguarda l’arresto di Davide Corallo non mi sento di escludere che ci sia altro: non credo che ci sia solo il movente passionale”. Anche don Giovanni Stracquadanio, parroco della Chiesa Madre di San Giorgio, tra le persone più vicine a Peppe Lucifora, crede che la passione c’entri poco con la morte dello chef di Modica: “Noi siamo più convinti che ci sia qualche cosa d’altro. Esempio: che lui abbia visto qualcosa che non doveva vedere, che lui si sia trovato al posto sbagliato nel momento sbagliato. Secondo me è stata una vera e propria esecuzione: qualcuno che voleva metterlo a tacere, perché lui parlava, parlava, parlava, anche troppo. Questo penso che sia stato il suo grande difetto, che l’ha portato poi alla morte…”.

PEPPE LUCIFORA, IL GIALLO DEL TESTAMENTO

Peppe Lucifora, racconta il parroco, era diventato cupo negli ultimi giorni. Secondo le voci che si sono susseguite, spiegano da Video Meditterraneo, l’emittente che ha seguito gli sviluppi dell’omicidio da vicino, lo chef due settimane prima dell’omicidio avrebbe partecipato ad una cena che avrebbe determinato in lui uno stato d’ansia. Dopo la morte della mamma, nel 2014, Peppe Lucifora avrebbe poi redatto un testamento, sentendo la necessità di dover lasciare i suoi averi a qualcuno o a qualcosa, chissà, anche alla Chiesa, una costante delle sue giornate. Di questo testamento, però, non sembra esserci traccia: agli atti non è stato depositato, né nel suo appartamento gli inquirenti hanno trovato nulla di simile. Eppure tutti i suoi conoscenti sono convinti che la sua morte possa avere a che fare con motivi di denaro. Ma in questo puzzle come si inserisce il tassello rappresentato da Davide Corallo, il carabiniere arrestato per l’omicidio che continua a professarsi innocente?





© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultime notizie di Cronaca

Ultime notizie