Personale sanità: “Solo 175 medici dal 2019”/ Poche assunzioni a tempo indeterminato: le cause

- Valentina Simonetti

Report del Ministero sulle assunzioni a tempo indeterminato nel settore sanità, nessun "boom" post Covid, pochi i nuovi dipendenti dal 2019, + 0,17% dei medici e 3,2% in più di infermieri

coronavirus LaPresse

Nuovo report pubblicato dal Ministero della Salute evidenzia i numeri delle assunzioni per il personale in ambito sanitario, medici, infermieri ma anche impiegati tecnici ed amministrativi. I numeri e le statistiche riguardano i contratti a tempo indeterminato dal 2019 al 2021 e mostrano una certa stabilità l’aumento effettivo di poche unità di lavoratori, nonostante il periodo di emergenza pandemica.

In base al documento “Personale delle ASL e degli Istituti di ricovero pubblici ed equiparati – Anno 2021“, a cura dell’Ufficio di statistica infatti risultano essere stati assunti soltanto 175 medici in più rispetto al passato in aumento dello 0,17%, mentre per quanto riguarda gli infermieri il numero è di 8339 persone, e cioè solo il 3,2% in più. Come riporta il Quotidianosanità non c’è stato nessun “boom” di assunzioni, come invece era stato inizialmente previsto durante il periodo Covid. Quindi soltanto una lieve maggiorazione in due anni: 617.246 persone rispetto alle 603.856

Report del Ministero sulle assunzioni nel SSN “Pochi contratti a tempo indeterminato”

Nel documento che attesta le nuove assunzioni in ambito sanitario, specialmente quelle a tempo indeterminato, il Ministero della Salute evidenzia che tutto il settore si attesta “a trazione femminile” con prevalenza di lavoratrici pari al 69,1% del totale contro il 30,9% degli uomini. Il rapporto tra infermieri e medici invece resta stabile ai valori di 2,6 per ogni medico.

Per quanto riguarda l’ambito di specializzazione, in base al report che ha preso in esame i dipendenti del Servizio sanitario nazionale, personale delle Asl e degli Istituti di ricovero pubblici ed equiparati viene mostrato che il 59,2% delle assunzioni ha riguardato gli infermieri, il 22,9% da medici e odontoiatri, mentre il restante 17,9% è composto da altre professioni che comprendono anche ruoli non sanitari come ad esempio personale di vigilanza, amministrativo o altre professionalità come avvocati, ingegneri architetti, che nel totale rappresentano lo 0,2%.







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