Peter Piot: “Pandemia solo all’inizio”/ Virologo che scoprì l’ebola: “Serve vaccino”

- Alessandro Nidi

Sulle colonne del giornale spagnolo “El Pais” il noto virologo si è accodato all’allarme lanciato nei giorni scorsi dall’OMS: “Il virus tornerà in autunno”

Coronavirus, al microscopio, elaborazione grafica
Coronavirus, al microscopio, elaborazione grafica (Web, 2020)

L’allarme lanciato nei giorni scorsi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità trova sostegno anche nelle tesi degli studiosi e degli esperti mondiali: il Coronavirus fa ancora paura. A dirlo è Peter Piot, uno dei più celebri e stimati virologi internazionali, che a soli 27 anni d’età contribuì alla scoperta dell’ebola. Lo scienziato, intervistato dal quotidiano spagnolo “El Pais”, ha dichiarato: “Ora so cos’è il Covid-19, non solo per averlo studiato, ma anche per averlo conosciuto dall’interno, ammalandomi. Si tratta di una prospettiva molto diversa e utile, che mi ha dato motivazioni in più per combatterlo anche da scienziato”. Piot, al pari di molti altri suoi colleghi, ritiene che ci troviamo a un passo dai 20 milioni di contagi in tutto il mondo e che anche i morti siano molti più di quelli segnalati. “Quella del Coronavirus, come dell’Hiv, è un’epidemia silenziosa, ma è anche molto di più: è la più grande crisi sociale in tempo di pace”. Tuttavia, sono le sue parole successive a fare riflettere e a riaccendere i riflettori sulla malattia.

PETER PIOT: “IL CORONAVIRUS TORNERÀ PREPOTENTEMENTE” 

Peter Piot ha commentato sulle colonne di “El Pais”: “Se pensiamo all’Europa, praticamente tutti i Paesi sono riusciti a contenere la diffusione del virus, ma ora dobbiamo prepararci per la cosiddetta seconda ondata. Spero non sia uno tsunami, ma qualcosa di più simile ai focolai che già stiamo registrando nei mattatoi in Germania o in locali notturni in Corea del Sud. Nel Regno Unito continuiamo ad avere focolai in alcune case di cura. La verità è che siamo solo all’inizio di questa pandemia. Finché ci sono persone soggette a infezione, il virus sarà sempre un pericolo perché ha bisogno delle nostre cellule per riprodursi”. Ecco, allora, riecheggiare come un mantra le dichiarazioni rilasciate nei giorni precedenti dall’OMS: la pandemia è tutt’altro che vicina alla sua conclusione e potrebbe permeare le nostre esistenze ancora per moltissimi anni. “Trovare un vaccino a breve termine farebbe la differenza. In molto dicono che sarà pronto già a ottobre, ma è più probabile che lo sia nel 2021. Di certo questo potrebbe davvero aiutare a tenere sotto controllo l’epidemia”, ha concluso Piot.

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