Piantedosi: “Immigrazione in calo”/ “Vogliamo ridurre abusi del diritto d’asilo, siamo modello per l’Europa”

- Chiara Ferrara

Matteo Piantedosi torna a parlare del fenomeno dell'immigrazione: "Arrivi in calo del 60%, ma serve ridurre gli abusi del diritto d'asilo"

Piantedosi a Milano Matteo Piantedosi, il Ministro dell'Interno a Milano per l'accordo Lombardia-Anci sui beni confiscati alla criminalità organizzata (Ansa, Mourad Balti Touati, 2024)

Matteo Piantedosi, Ministro dell’Interno, è soddisfatto di come il suo Governo sta affrontando i problemi legati al fenomeno dell’immigrazione. Gli arrivi infatti stanno calando di mese in mese, tanto che attualmente sono il 60% in meno rispetto a quelli dello scorso anno nel medesimo periodo. Il trend sembra segnato, anche se il lavoro da fare è ancora tanto, soprattutto per quel che concerne la gestione dei migranti che si trovano sul territorio. A rivelarlo, in una intervista a Il Giornale, è stato proprio l’esponente dell’esecutivo.

“Non abbiamo sconfitto l’immigrazione irregolare, ma abbiamo risultati tangibili del lavoro che stiamo svolgendo”, ha affermato. I motivi del calo, secondo il Ministro, sono diversi. “È dovuto alla collaborazione coi paesi di origine o di transito e all’avvio del piano Mattei. Ho incontrato i Ministri degli interni di Algeria, Tunisia e Libia. C’è una collaborazione concreta tra la nostra polizia e la loro”, ha aggiunto.

Matteo Piantedosi parla della gestione dei rimpatri dei migranti

Un nodo ancora parzialmente da risolvere relativamente all’immigrazione, tuttavia, è quello dei rimpatri. Il Governo di Giorgia Meloni ha irrigidito le norme. “Dobbiamo rendere più celeri le procedure di espulsione, così da creare un effetto di deterrenza sulle pretestuose richieste di asilo e sui ricorsi. Oggi molti di quelli che arrivano immaginano di potere rimanere sul territorio europeo per molto tempo. Non dovrà essere più così”, ha continuato il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. E ha precisato: “Non vogliamo ridurre il diritto d’asilo, ma solo evitare gli abusi, che lo mortificano. È un grande principio di civiltà e vogliamo difenderlo, impedendo che venga trasformato in uno stratagemma. 

L’Italia in questo potrebbe essere d’esempio per l’Europa intera. “Lo dicono i 14 partner che con noi hanno sottoscritto una lettere alla Commissione. Lo ha detto la mia collega tedesca, che non è di centrodestra. piaMi pare che l’idea abbia un notevole successo”, ha concluso.





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