Piatti e bicchieri plastica vietati in Italia/ Dal 14 gennaio stop anche a posate e…

- Alessandro Nidi

Piatti e bicchieri di plastica, scatta il divieto di vendita in Italia dal 14 gennaio: entra in vigore la direttiva antiplastica Sup

Cannucce di plastica
Cannucce di plastica (Pixabay, 2019)

Piatti e bicchieri di plastica addio: dal 14 gennaio 2022 in Italia prende il via la cosiddetta green revolution, mediante l’attivazione della direttiva antiplastica “Sup”, dopo averla recepita con un’ampia maggioranza in Senato già nel mese di aprile 2021. Ora, però, si fa sul serio; infatti, la direttiva 904/Ce del 2019 prende di mira tutti i prodotti realizzati in plastica monouso, ma anche i prodotti in plastica oxo-degradabile e gli attrezzi da pesca contenenti plastica.

Come si legge nel documento “per prodotto di plastica monouso si intende quello realizzato interamente o parzialmente in plastica, a eccezione del prodotto realizzato in polimeri naturali non modificati chimicamente”, mentre le plastiche oxo-degradabili “sono le materie plastiche contenenti additivi che attraverso l’ossidazione comportano la frammentazione della materia plastica in microframmenti o la decomposizione chimica”. L’obiettivo di tale provvedimento coincide con il raggiungimento dei primi risultati in termini di impatto ambientale entro il 2026, con una nuova revisione dello stesso proprio sulla base dei traguardi agguantati.

PIATTI E BICCHIERI DI PLASTICA VIETATI, MA NON SOLO: ECCO L’ELENCO COMPLETO

Ad essere assolutamente vietati, dunque, non sono solo piatti e bicchieri di plastica, ma anche palloncini e bastoni per palloncini, contenitori per bevande con capacità fino a tre litri, compresi tappi e coperchi, tazze e contenitori per bevande in polistirolo espanso, bottiglie per bevande con capacità fino a tre litri, posate (forchette, coltelli, cucchiai, bacchette), cannucce e borse di plastica. Poi, per la salvaguardia della fauna ittica e della pulizia dei mari, nel novero figurano anche gli attrezzi da pesca contenenti plastica.

Nel limbo di “color che son sospesi”, come ricorda il “Corriere della Sera”, ci sono i prodotti per i quali non esistono ancora alternative plastic-free, per i quali “non sono previsti né la proibizione immediata né l’addio (phasing out) con una scadenza definita. Un discorso a parte è quello relativo al settore del packaging alimentare: i contenitori con cui vengono serviti gli hamburger delle celebri catene di fastfood o anche quelli usati dai ristoranti per il cibo d’asporto non potranno più essere di plastica oxo-degradabile, ma di carta o di plastica biodegradabile al 100%”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA