“Picco coronavirus? Prot. Civile in ritardo”/ Esperto “I morti sono 7-8 volte di più”

- Dario D'Angelo

Coronavirus, in Italia il picco potrebbe essere arrivato prima rispetto a quanto stimato dalla Protezione Civile. Le conclusioni del fisico Daniele del Re.

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Terapia intensiva (LaPresse)
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Il picco dell’epidemia di coronavirus in Italia “potrebbe essere avvenuto in anticipo rispetto a quello ufficiale”. A dirlo, in un’intervista per “Il Corriere della Sera”, è Daniele del Re, docente di Fisica all’università La Sapienza. In uno studio firmato con Paolo Meridiani, ricercatore dell’istituto nazionale di fisica nucleare, pubblicato sul suo blog scientifico online su Medium, l’esperto sostiene che “il reale andamento dell’ epidemia potrebbe essere diverso da quello mostrato dalla Protezione civile”. I due studiosi, che hanno fatto parte del team ristretto che ha analizzato i dati del Large Hadron Collider sul Bosone di Higgs, da fisici delle particelle hanno deciso di occuparsi dell’epidemia di coronavirus per soddisfare “la curiosità scientifica di capire la fase delicata del contagio”. Del Re spiega: “L’approccio con cui conduciamo le ricerche delle particelle in fisica richiede competenze di statistica che possono essere applicate agli studi demografici. Contiamo le particelle elementari, il metodo è simile. Abbiamo solo fatto una constatazione e tirato le somme”.

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CORONAVIRUS, “PICCO IN ITALIA ARRIVATO PRIMA”

Daniele del Re ha osservato: “Ci ha colpiti il fatto che le fonti ufficiali continuassero a ritenere il rallentamento del contagio inferiore alle attese. Avevamo curiosità di capire quali potessero essere le cause del lento calo. Siamo allora andati a vedere i dati Istat sulla mortalità da inizio anno 2020 fino al 21 marzo, quelli fino ad oggi disponibili, riguardanti 1084 comuni, molti dei quali al Nord, pari al 20% della popolazione italiana. Le morti giornaliere sono state confrontate con gli anni precedenti. Dalle tabelle emerge un eccesso di decessi da ascrivere al Covid-19”. Da qui le conclusioni: “a curva tracciata in base ai dati Istat mostra una discrepanza rispetto a quella della Protezione civile. Si impenna prima e questo andamento è particolarmente sensibile nelle settimane di marzo, finche è stato possibile analizzarlo. La previsione è che più avanti si va, più le due curve cominceranno ad avvicinarsi in quanto nel frattempo i dati della Protezione civile saranno diventati più puntuali. Dopo un iniziale ritardo, i decessi ufficiali sembrano crescere in maniera più rapida a causa di un aumento dei tamponi per le diagnosi. Almeno in una prima fase dell’ epidemia il numero delle vittime del Covid 19 sembra notevolmente sottostimato, da 2 a 10 volte a seconda delle Regioni”. Stimare il picco, però, non è facile: “Ancora non si può stimare, bisognerebbe analizzare i dati completi. Si presume sia arrivato in anticipo. C’è un messaggio positivo in questo studio. Così come il contagio va retrodatato, lo stesso potrebbe valere per il rallentamento dell’ epidemia. Magari siamo messi meglio di quanto crediamo. Il tema del rilascio graduale del lockdown è cruciale e le informazioni potrebbero essere interessanti”. Il rovescio della medaglia? “Tanti decessi non sono stati monitorati. A Genova, città di cui abbiamo i dati sull’eccesso della mortalità estratti dal sistema di sorveglianza SiSMG, le morti supererebbero di 7-8 volte quelle comunicate ufficialmente”.

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