Pier Luigi Bersani: “Umberto Bossi, grande amico”/ “È un mix di Lenin e Tex Willer”

- Alessandro Nidi

Pier Luigi Bersani parla del suo rapporto d’amicizia con Umberto Bossi e rivela di avere sofferto molto per la sua malattia

Pier luigi Bersani
Pier Luigi Bersani (LaPresse, 2019)

Pier Luigi Bersani ha parlato sull’edizione odierna del quotidiano “La Repubblica” della sua amicizia con Umberto Bossi, nonostante la loro appartenenza politica sia diametralmente opposta. Quando l’intervistato era solo un giovane consigliere del Pci, andava ad ascoltare i comizi del fondatore della Lega Nord, che ricorda come “uno strano personaggio, a metà tra Lenin e Tex Willer”.  In quel periodo, nessuno conosceva ancora Bersani e lui ricorda di essere andato un paio di volte a vedere questo Bossi “underground”.

“La Lega praticamente non c’era ancora – ha asserito –, era nelle scritte sui muri e sulle cabine telefoniche, ma quei comizi mi incuriosivano. Quel concetto di autonomia del Nord che andava predicando in luoghi che conoscevo bene, era qualcosa che sentivo di dover tenere d’occhio. Quel quarantenne era una forza della natura e mi apparve subito avere un fiuto formidabile per il senso comune di questo popolo, di queste zone qui”.

PIER LUIGI BERSANI: “SALVINI, RISPETTO A BOSSI, VUOLE…”

Successivamente, rammenta Pier Luigi Bersani su “La Repubblica”, ci fu il baratro della politica e la fase terribile seguita alla malattia del “Senatur“: “È chiaro che tra noi a quel punto si era creato un abisso politico, ma non fino al punto di rompere un rapporto umano – ha specificato Bersani –. La malattia di Bossi l’ho vissuta come un insulto del destino, un’ingiustizia piombata su un uomo di un’energia strepitosa. E so che anche lui, quando ho avuto il mio problema, ha avuto la stessa sensazione”.

I due, insieme, hanno scherzato più volte sui dispiaceri della politica e sulle “coltellate” ricevute dai rispettivi partiti, rispettandosi e stimandosi reciprocamente. Oggi, alla guida della Lega c’è Matteo Salvini, che non è Bossi, ma “non è certo nato per caso. Si è fatto Radio Padania tutti i santi giorni a parlare con questo loro popolo. Ha acquisito fiuto, elementi di linguaggio. Ha fatto la fatica di cominciare a girare per quei posti, quando la Lega era al 4 per cento, chiedendo scusa lui per quel che era successo. E dopo questa fase di rianimazione ha cominciato quella di ricostruzione, fatta anche in continuità con i modi di Bossi”.

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