Pietro Conversano, finanziere scomparso da Fasano/ Il giallo della fede e dei pizzini

- Davide Giancristofaro Alberti

Il mistero di Pietro Conversano, finanziere scomparso dalla provincia di Brindisi a febbraio di un anno fa. Un allontanamento volontario oppure no?

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Il mistero di Pietro Conversano, scomparso da Fasano (Storie Italiane)

Torna d’attualità la vicenda del finanziere Pietro Conversano, scomparso da Fasano, in provincia di Brindisi (Puglia), in maniera molto misteriosa. “Abbiamo ritrovato una tazzina con una fede nuziale – spiega la moglie Caterina a Storie Italiane – dentro una credenza, l’abbiamo trovata due giorni dopo la scomparsa di mio marito, era un servizio da caffè che non usavamo mai. L’abbiamo scoperta perchè cercavamo dei bigliettini che Pietro avrebbe potuto lasciare”. E ancora: “E’ sparito il 13 febbraio del 2019, e l’ultima volta lo vidi la mattina di quel giorno. Mi ha detto che doveva fare un’operazione speciale con i suoi colleghi a Bari per la Guardia di Finanza. Si è alzato, era un po’ strano, di notte si era sentito male. Mi ha chiesto un bacio, e mi ha detto di non chiamarlo e che non mi poteva chiamare. Non me lo aveva mai detto prima, e non aveva mai fatto operazioni, e questo era strano. I colleghi poi mi hanno detto che non c’era mai stata alcuna operazione, lui era in ferie e io non lo sapevo, lo abbiamo scoperto dopo”.

PIETRO CONVERSANO, LA MOGLIE: “L’AVEVO VISTO UN PO’ STRANO…”

“L’avevo visto strano, un po’ stanco, per conto suo – ha proseguito la moglie – la nostra relazione andava bene, avevamo appena festeggiato 25 anni di matrimonio due/tre mesi prima”. Ma Conversano non è più tornato a casa: “Non vedendolo arrivare mi sono iniziata a preoccupare”. Non dava comunque grandi segnali: “Si isolava e basta. Ha conosciuto qualcuno? Può darsi, magari una donna”. Ancora sulla fede: “Lui la indossava ma gli andava stretta, poi l’ha lasciata lì”. Nel tentativo di trovare le ragioni della scomparsa del marito, la moglie Katia ha trovato alcuni bigliettini, delle sorti di “pizzini”: “Raccontano la sua sofferenza, parlano di oppressione, un macigno in testa, non riesce ad andare avanti, non si sentiva all’altezza di essere padre (ha due figli, uno minorenne e l’altro maggiorenne ndr), ma era meraviglioso, era molto legato ai suoi figli. E’ stato un marito ottimo, affettuoso, siamo stati 31 anni insieme, questo distacco è bruttissimo, non abbiamo mai avuto un momento di crisi”. L’avvocato della famiglia, in studio: “Stiamo analizzando il suo telefonino, dal punto di vista della sua carriera militare è stato impeccabile, deve essere successo qualcosa di personale”.

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