Pillola anti covid/ Merck chiede autorizzazione alla Fda per il molnupiravir

- Davide Giancristofaro Alberti

La Merck & Co Inc ha chiesto l’autorizzazione alla Fda per la sua pillola anti covid, il molnupiravir. Anthony Fauci ha definito i risultati degli studi sul farmaco “impressionanti”

Covid terapia intensiva
Coronavirus Italia, un reparto terapia intensiva (LaPresse, 2021)

La Merck & Co Inc, una delle più grandi società farmaceutiche al mondo, ha chiesto l’autorizzazione di emergenza per la sua famosa pillola anti covid. Come riferito in queste ultime ore dalle agenzie, l’azienda si sarebbe rivolta alla Fda, l’agenzia per la regolamentazione dei farmaci d’oltre oceano, chiedendo l’autorizzazione del suo ,olnupiravir, sviluppato in collaborazione con Ridgeback Biotherapeutics, utile per trattare il covid ed in particolare per prevenire l’infezione grave e quindi il ricovero in ospedale e in terapia intensiva.

Se la replica della Fda fosse affermativa, si tratterebbe di fatto del primo vero farmaco contro la pandemia di covid immesso in circolazione, e non una vera e propria alternativa al vaccino, ma comunque una cura importante per guarire dall’infezione. Nelle ultime settimane si è parlato molto del molnupiravir, ed in particolare i suoi risultati erano stati commentati da Anthony Fauci, massimo virologo degli Stati Uniti nonché consulente della Casa Bianca nell’emergenza anti covid, con la parola «Impressionanti». Dichiarazioni che ovviamente hanno spinto la Merck e Ridgeback a chiedere appunto alla Food and Drug Administration di avere l’autorizzazione per utilizzare il farmaco.

PILLOLA ANTI COVID, BURIONI DISSE: “UN OTTIMO STRUMENTO PER VIA ORALE”

Sulla pillola anti covid della Merck si era espresso recentemente anche il noto virologo italiano Roberto Burioni, dell’università San Raffaele, che durante il suo classico intervento a Che Tempo Che Fa, puntata del 3 ottobre scorso, aveva dichiarato: “Si tratta di una notizia preliminare, perché è una comunicazione che arriva della casa farmaceutica basata su uno studio che è avvenuto su un numero abbastanza ristretto di pazienti. Però, questi tempi particolari ci hanno abituato a fidarci di quello che dicono le case farmaceutiche, perché se dicono delle bugie poi hanno delle conseguenze notevoli”.

“Questa sarebbe, se confermata, un’ottima notizia – ha aggiunto Burioni sulla pillola anti covid – perché avremmo un ottimo strumento per intervenire per via orale, quindi in maniera molto facile”. La speranza è che possa giungere in brevi tempi l’autorizzazione e che la stessa pillola possa quindi essere messa in circolo per guarire i pazienti covid. Ricordiamo che il molnupiravir non viene utilizzato come “prevenzione” ma subito dopo la comparsa dei primi sintomi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA