Pio Albergo Trivulzio/ Medici “indignati”, firmato decreto commissione sulle Rsa

- Carmine Massimo Balsamo

Pio Albergo Trivulzio e RSA, commissione d’inchiesta per morti sospette in Lombardia: l’annuncio dell’assessore Giulio Gallera.

pio albergo trivulzio
Pio Albergo Trivulzio (Tg1)

Sono due le commissioni d’inchiesta istituite da Regione Lombardia per fare luce sulle morti sospette in RSA: una sulle attività del Pio Albergo Trivulzio, l’altra su altre 15 Rsa che hanno ospitato pazienti Covid dimessi dagli ospedali. Come vi abbiamo raccontato, il presidente Attilio Fontana si è detto pronto a tutto per chiarire quanto accaduto nelle scorse settimane, mentre il sindaco di Milano Beppe Sala ha tenuto a sottolineare che «la sanità è di responsabilità della Regione», smarcandosi dall’intricata vicenda dopo aver nominato Gherardo Colombo come componente del Comune nella commissione. Intervenuto in conferenza stampa, l’assessore al Welfare Giulio Gallera ha reso noto che Fontana «ha firmato il decreto di nomina della commissione sulle Rsa» e che alla presidenza ci sarà «Mauro Agnello, già direttore dell’Agenzia dei controlli sul sistema socio-sanitario lombardo». La commissione, ha aggiunto, godrà di «massima libertà anche sulle singole strutture».

PIO ALBERGO TRIVULZIO, MEDICI: “SIAMO INDIGNATI”

Come riporta Il Giornale, 50 tra medici, specializzandi, infermieri, fisioterapisti e altri sanitari del Pio Albergo Trivulzio hanno scritto una lettera in reazione agli articoli pubblicati nell’ultima settimana su presunte omissioni e scarsa cautela. E’ grande l’indignazione del personale sanitario: «Come operatori della struttura (…) siamo onestamente indignati. Lamentare una presunta macchinazione ai danni dei pazienti che ci vedrebbe implicitamente coinvolti (…) riteniamo sia di una gravità inaudita e ci sconforta profondamente». Questo un altro stralcio riportato dal quotidiano: «Ci stiamo prodigando oltre misura per fornire il massimo ausilio, senza più considerare gli orari di servizio, sacrificando le nostre famiglie e mettendo per primi a repentaglio la nostra salute. […] Anche oggi vorremmo poter dedicare tutte le nostre energie ai nostri pazienti e invece ci troviamo subissati da telefonate dei loro parenti, allarmati per quanto hanno letto».



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