SCENARIO/ Bersani spalle al muro: Berlusconi o Di Pietro?

- Peppino Caldarola

Bersani,nuovo segretario del Pd, si era presentato sulla scena della politica nazionale rovesciando lo schema dei suoi predecessori: fine dell’antiberlusconismo di maniera, primato delle questioni sociali e dialogo sulle riforme istituzionali. Una svolta annunciata, che tarda ad arrivare

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Il Pd rischia di sprecare l’occasione Bersani. Il nuovo segretario si è presentato sulla scena della politica nazionale rovesciando lo schema dei suoi predecessori. Fine dell’antiberlusconismo di maniera, primato delle questioni sociali, dialogo sulle riforme istituzionali, valorizzazione delle alleanze.

Dopo l’attentato a Berlusconi, Bersani, scegliendo di andare subito in visita al premier, aveva lanciato un messaggio forte di distensione e di collaborazione. Ma da lì sono partiti i suoi guai.
La minoranza interna che fa capo a Veltroni e Franceschini ha gridato all’inciucio, spalleggiata da Di Pietro e dal gruppo “Repubblica”. Il tiro si è rivolto soprattutto contro Massimo D’Alema considerato l’antesignano del dialogo con il Cavaliere. È stato un fuoco di sbarramento concentrico che ha guadagnato alla causa radical anche Rosi Bindi che si è staccata dal segretario e sembra puntare a prendere la guida dell’opposizione interna.

Altri guai vengono a Bersani dalle candidature regionali. Lazio e Puglia danno il tormentone al capo del Pd. Se nel Lazio la partita sembra persa dopo l’annuncio della candidatura di Renata Polverini e la reticenza di Nicola Zingaretti a sfidarla, in Puglia siamo al dramma. Il paradosso pugliese sta nel fatto che i due contendenti sono abbastanza simili. Vendola e Emiliano sono due populisti che hanno fatto della antipolitica la loro bandiera.

L’uno, Vendola, porta con sé il consenso della sinistra radical e di una parte del Pd, Emiliano potrebbe coinvolgere nella sua avventura l’Udc. Il Pd si trova stretto fra due fuochi e dovrà scegliere a quale dei due populismi arrendersi. Il fatto che questa battaglia fra personaggi così lontani dalle vecchie tradizioni politiche si svolga nella terra del politico puro Massimo D’Alema, la dice lunga sul rischio che corre la sinistra.

Bersani è a questo punto di fronte a un bivio. Può spaventarsi e fare un passo indietro nel solco dei segretari precedenti che hanno subito l’ondata radical e giustizialista, oppure rompere il fronte e ingaggiare una grande battaglia battaglia riformista pagando anche alcuni prezzi.
Il popolo delle primarie che lo ha votato si aspetta da lui una vera svolta.

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