Riparte il 5xmille, libertà e trasparenza i nodi dei decreti attuativi

- Emmanuele Forlani

Oggi presso la sala Nassirya del Senato della Repubblica l’Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà ha presentato alla stampa le proposte di legge per l’istituzione del “5×1000”. Ecco i nodi ancora da sciogliere

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Oggi presso la sala Nassirya del Senato della Repubblica l’Intergruppo Parlamentare per la Sussidiarietà ha presentato alla stampa le proposte di legge per l’istituzione del “5×1000”. Due perché l’iniziativa parlamentare è stata presa contestualmente alla Camera ed al Senato ed ha visto il coinvolgimento degli aderenti all’Intergruppo (oggi oltre 300 tra Deputati e Senatori).

Obiettivo della iniziativa la stabilizzazione dell’Istituto del 5×1000. Protagonisti della Conferenza stampa i primi firmatari delle proposte, Vannino Chiti – vice presidente del Senato – e Maurizio Gasparri – Capo Gruppo PDL al Senato; Maurizio Lupi – vice presidente della Camera – e Ugo Sposetti – Deputato del PD. Il Presidente Chiti ha sottolineato il fatto che l’iniziativa nasce da un gruppo trasversale di Parlamentari, l’Intergruppo appunto, che rappresenta oramai un momento stabile di confronto e di lavoro tra Deputati e Senatori. Stabile poiché vive oggi la sua “terza legislatura” e offre sin dalla costituzione uno straordinario esempio di come sia possibile mantenere spazi di dialogo e di collaborazione quando a tema vi è il Bene Comune e la sussidiarietà.

Il Sen. Maurizio Gasparri ha sottolineato la validità dello strumento “5×1000” ricordandone i risultati (noti al Sussidiario, ma repetita juvant): nella prima edizione oltre 16 milioni di contribuenti, su un totale di 25 milioni circa, ha espresso la propria preferenza assegnando il 5×1000. Ha quindi evidenziato come l’istituto sia una straordinaria occasione per avere piena consapevolezza del valore pubblico degli enti non profit destinatari del 5×1000, che viene pertanto premiato come esempio di vera sussidiarietà. Il Presidente Gasparri ha poi manifestato la propria speranza ed il proprio impegno affinchè il provvedimento possa ottenere una rapida calendarizzazione ed una ampia approvazione.

Maurizio Lupi, dal 2003 animatore dell’intergruppo, ha espresso grande soddisfazione per il metodo utilizzato (il coinvolgimento di tutte le realtà coinvolte con il 5×1000, dal network delle fondazioni che ha elaborato la proposta al forum del terzo settore all’agenzia delle Onlus) e per il merito: il 5×1000 si regge sul principio della libertà di scelta, ingrediente fondamentale per una corretta applicazione della sussidiarietà orizzontale.

Trattandosi di legge delega, il contenuto di dettaglio su cui l’Intergruppo ed il network delle fondazioni hanno lavorato non compare nella proposta di legge.

Vale tuttavia la pena di ricordarne i tratti salienti, che verranno riproposti ai Ministri competenti in sede di approvazione dei decreti attuativi.

La certezza dei tempi

Verranno stabilite scadenze certe per quanto riguarda la presentazione delle domande di iscrizione al 5×1000 e, soprattutto, per quanto riguarda l’effettiva erogazione delle somme destinate dai contribuenti.

Trasparenza sull’utilizzo dei fondi del 5×1000

Saranno previste forme di pubblicità dei bilanci degli enti che otterranno importi superiori a 50.000 euro, così da consentire un controllo diretto al cittadino sull’utilizzo dei fondi.

Libertà di scelta del contribuente

Verrà ribadito il principio della libertà di scelta del contribuente, sia come garanzia del fatto che i fondi non vengano destinati ad enti fantasma (l’ente che non riceve preferenze non riceve fondi) sia per quanto riguarda l’effettivo rispetto delle indicazioni del contribuente (anche per importi estremamente modesti, ciascun ente avrà diritto a ricevere quanto stabilito dai contribuenti)

Nulla di automatico o scontato

Nessun ente verrà iscritto di diritto tra i destinatari del 5×1000. Sarà per tutti necessario, infatti, procedere alla formale presentazione di una domanda di iscrizione.

Questi sono solamente alcuni degli elementi che consentiranno di rendere stabile l’istituto rispettandone la ratio con la quale il Ministro Tremonti, con una intuizione di cui essergli grati, lo ha introdotto con la Finanziaria del 2006.

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