LEGA & FINMECCANICA/ Cosa nasconde il silenzio assordante di Bossi e Maroni?

- int. Francesco Jori

FRANCESCO JORI rimane sorpreso da questo tornado di finanziamenti illeciti da parte di Finmeccanica che, secondo i magistrati napoletani, sarebbero arrivati anche alla Lega Nord.

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Foto: InfoPhoto

Adesso il nodo dei finanziamenti per la Lega Nord si complica e il quadro diventa più problematico. Tutta la vicenda legata all’ex tesoriere Francesco Belsito, per come è apparsa finora, sembra solo la punta di un iceberg. La famiglia Bossi, Rosy Mauro, il “Trota”, il “cerchio magico”, la casa di Roberto Calderoli, mettiamoci pure i lingotti d’oro e i diamanti, consegnati, recuperati, smarriti. Gli stessi investimenti esteri, piuttosto esotici, in Tanzania o a Cipro, che hanno portato alla “giornata dell’orgoglio”, con Roberto Maroni, armato di “scopa in mano” per fare pulizia, sembrano episodi minori rispetto a quello che arriva dalle inchieste napoletane, dove ormai si segue la pista dei fondi neri di Finmeccanica con presunte tangenti per una cifra intorno ai dieci milioni di euro. Milioni di euro versati dopo un accordo per la vendita di 12 elicotteri Agusta Westland al governo indiano. Sembrano veramente ritornati i giorni di Tangentopoli. Ora al centro dei finanziamenti illeciti c’è sempre Finmeccanica, una sorta di “bancomat” di buona parte della politica italiana. Si vedrà dal procedere delle inchieste, dai pentiti, da tutto quanto salterà fuori, comprese le rogatorie che fanno saltare fuori documenti. Quello che colpisce è la presenza della Lega in tutta questa vicenda, come se un “ciclone” avesse investito il Carroccio nel giro di un mese. Francesco Jori, analista e ormai storico della Lega Nord, attento a quello che avviene soprattutto nel Nord Est, rimane sorpreso da questo tornado di finanziamenti illeciti che, secondo i magistrati, sarebbero arrivati anche alla Lega Nord.

Scusi Jori, che cosa ne pensa? E’ una questione che può diventare dirompente, ridisegnare tutto il quadro politico italiano, soprattutto a Nord. Ma è possibile che siano arrivati alla Lega Nord dieci milioni da Finmeccanica?

Non ho gli elementi per conoscere questa situazione. Ma l’impressione, con quello che sta succedendo, con quello che emerge, è che la cosa possa essere verosimile. Non è di certo la prima volta che appare questo legame tra i partiti e Finmeccanica.

Ma che cosa si dice negli ambienti della Lega, quelli che lei vede da vicino, nel Nord Est?

Al momento non ci sono reazioni ufficiali e posso dire che non ci sono neppure commenti dei protagonisti più in vista della Lega. Sono tutti impegnati a preparare i congressi cittadini, poi quelli regionali per arrivare al congresso generale dei primi di luglio.

Ma è incredibile che sinora nessuno faccia commenti, a parte Roberto Maroni su Facebook.

Fino a questo momento è così. Poi probabilmente verranno anche delle risposte. Ma la mia impressione è che sia arrivata una direttiva ben precisa, quella di non parlare. A questo punto, inutile stare a nascondere, il problema non è neppure Francesco Belsito. Di fronte a simili accuse, che sono ovviamente da dimostrare, anche il tesoriere può essere solo un esecutore. Se questi finanziamenti sono avvenuti è evidente che non è possibile che non si conoscessero al vertice. Quindi la questione si sta allargando. Quanto alla risposta di Maroni, al momento. mi pare fragile. Gli scontri in Finmeccanica avrebbero provocato errori e una sorta di cosa che non sta ne in cielo ne in terra. Io avrei fatto un comunicato ufficiale di smentita molto secca.

Come interpreta quindi il silenzio fino a questo momento?

E’ un segno di debolezza. In altre occasione avrebbero “sparato” contro il complotto o altre cose. E’ evidente che siano in difficoltà e in grande imbarazzo. L’impressione che in questo momento danno i leghisti è quello di persone che stanno cercando di contenere i danni, che sono arrivati prima dalla vicenda di Belsito e che ora stanno arricchendosi di nuovi capitoli imbarazzanti.

Da un punto di vista politico è probabile che i conti si faranno più avanti, all’interno della Lega. Ma è oramai possibile che anche l’immagine elettorale venga compromessa.

Certamente la Lega è in una situazione di grande imbarazzo, ma penso che tenga ancora da un punto di vista elettorale. Almeno mi sembra. Credo ad esempio che Flavio Tosi, a Verona, rappresenti molto di più che lo stesso elettorato leghista cittadino. Ma è difficile comunque fare delle previsioni. Tra situazione economica generale, tra quello che sta maturando nei partiti, tra queste inchieste il clima si sta sempre più avvelenando.

 

(Gianluigi Da Rold)

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