ALFANO & C./ Giovanardi: a una legge senza preferenze diciamo no

- int. Carlo Giovanardi

L’incontro tra Renzi e Berlusconi ha creato qualche malumore anche all’interno del Nuovo Centrodestra. Con CARLO GIOVANARDI parliamo del futuro del partito e di quello del governo

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In attesa del testo della legge elettorale che Matteo Renzi presenterà questo pomeriggio, come annunciato nella giornata di ieri al termine dell’incontro con Berlusconi, Angelino Alfano ha fatto sapere che la riforma non potrà avvenire senza il consenso del Nuovo Centrodestra. “Mi pare davvero impossibile che riescano a fare la legge elettorale senza di noi. Si scordino di farla senza di noi”, ha spiegato il vicepremier intervenendo alla due giorni del partito in corso a Pesaro. “Abbiamo avuto il coraggio di rompere con Forza Italia e non siamo un piccolo partito – ha poi aggiunto – Noi proponiamo cose di buon senso. Se l’accordo tra Renzi e Berlusconi è su liste bloccate lo dicano. Ncd è a favore  di uno sbarramento vero che consenta di eliminare il ricatto dei partitini”. Alfano ha quindi rivendicato come una netta vittoria di Ncd il fatto che sia “morta” la bozza del sistema spagnolo, un modello che a suo giudizio avrebbe messo all’angolo i piccoli partiti favorendo solo i grandi. La riforma che il Nuovo Centrodestra vorrebbe adottare, come conferma Carlo Giovanardi in questa intervista, è quella basata sul modello del doppio turno di coalizione dei sindaci, un sistema simile a quello adottato in Francia.

Senatore Giovanardi, come ha reagito all’incontro tra Renzi e Berlusconi?

Il mio primo pensiero è andato al popolo del Pd che, per l’ennesima volta, si ritrova a dover cambiare radicalmente opinione rispetto a ciò che hanno dovuto sostenere negli ultimi due anni. Prima ci si era concentrati sul “linciaggio” di Berlusconi, da più parti definito pregiudicato e delinquente, mentre oggi fanno con lui un accordo nella sede del partito, con tanto di tappeti rossi. Per Berlusconi si tratta certamente di una grande vittoria, e in fondo anche per noi che lo abbiamo sempre difeso in Parlamento, ma francamente non capisco come i leader Pd possano spiegare tutto questo ai loro elettori.

Quanta volontà di escludere dai giochi Ncd c’è in questo colloquio?

Non credo che lo scenario sia cambiato e che Berlusconi abbia cambiato qualcosa del suo pensiero. Il Cavaliere ha sempre sostenuto che in Italia dovrebbero esserci due partiti, lui a capo dei moderati (ovviamente vincente) e dall’altra parte la sinistra. Noi invece pensiamo che in un Paese democratico ogni partito debba essere partecipato e inclusivo, tra i suoi dirigenti e i suoi iscritti.

Come mai dite che non si può fare una legge elettorale senza di voi?

Noi vogliamo una legge elettorale democratica che possa dare ai cittadini la libertà di scegliere, che possa prevedere le preferenze e che non venga creata solo per favorire due partiti a scapito degli altri. Ovviamente ci opporremo a una riforma che non rispetterà queste condizioni.

Avete i numeri per farlo? 

Vorrei ricordare che Renzi ci ha proposto tre soluzioni, cioè il modello spagnolo, il Mattarellum “corretto” e il sistema dei sindaci. Noi abbiamo dato il via libera solo a quest’ultima soluzione, quindi non credo possano esserci troppi problemi.

 

Ora anche Cuperlo dice che vuole un governo diverso…

Tutti vogliamo un governo diverso. Nel 2015, con una nuova legge elettorale e nuove regole, bisognerà tornare al voto e ognuno dovrà fare la sua partita in nuove elezioni. Le larghe intese sono nate per garantire governabilità al Paese e per fare quelle poche ma fondamentali riforme necessarie per tornare a votare.

 

Ma non vi sentite isolati?

Direi proprio di no. Quando abbiamo fatto questa scelta sapevamo bene che la strada sarebbe stata in salita, ma siamo convinti che sia una strada con un futuro.

 

Potrete mai accettare invece un eventuale Letta bis?

Un governo d’emergenza ha senso se viene fatto di comune accordo per attuare alcune misure di straordinaria importanza, proprio come la legge elettorale e la riduzione del numero dei parlamentari. Tutto sarebbe diverso se non ci fossero queste necessità…

 

Se il testo della legge non dovesse soddisfarvi farete cadere il governo?

Certamente lunedì a Roma verificheremo com’è la situazione. Al momento le ipotesi sono tante, anche troppe, ma bisogna prima vedere quale schema verrà effettivamente fuori e su quello fare un ragionamento. Adesso è ancora presto per dire come ci muoveremo.

 

Sareste comunque in grado di far cadere Letta?

 Praticamente tutti hanno i numeri per farlo, visto che in Senato non c’è maggioranza. Tutti possono impedire a qualcun altro di fare qualcosa, e forse è proprio questo il vero dramma del Paese. Il problema è che bisogna usare questi numeri per costruire qualcosa di positivo, non per impedire agli altri di farlo.

 

Rientrereste in Forza Italia se la nuova legge elettorale dovesse prevedere le preferenze?

 Assolutamente no. Forza Italia ha un capo straordinario che è Berlusconi, ma senza di lui il partito è finito. Noi invece continuiamo dritti per la nostra strada.

 

(Claudio Perlini)

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