MANOVRA RENZI/ Boccia (Pd): le coperture? Rotto il salvadanaio di Letta

- int. Francesco Boccia

“Il miliardo e 880 milioni di euro di detrazioni Irpef e il rapporto deficit-Pil che passa dal 2,6 al 2,8/2,9 fanno parte del salvadanaio Letta”, dice FRANCESCO BOCCIA che a Renzi chiede…

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Enrico Letta

Le copertura economiche dell’agenda Renzi? Lasciate in eredità da Enrico Letta: «Il miliardo e 880 milioni di euro di detrazioni Irpef e il rapporto deficit-Pil che passa dal 2,6 al 2,8/2,9 fa parte del salvadanaio Letta». A dirlo è Francesco Boccia, parlamentare del Pd e presidente della Commissione Bilancio alla Camera. Boccia promuove l’accelerata e le intenzioni del presidente del consiglio, al quale però chiede scelte politiche coraggiose, soprattutto in chiave Irpef: è qui, infatti, che si può dare uno vero schock al Paese. E Cottarelli…

Le coperture economiche per sostenere l’agenda Renzi ci sono o no?

Allora, per quanto riguarda le detrazioni Irpef, 1 miliardo e 880 milioni di euro sono stati lasciati in eredità da Letta, con la legge di stabilità. Poi, a quanto si capisce, una parte dovrebbe arrivare dalla modifica del rapporto deficit-Pil: vediamo di quale entità sarà, ma io penso che non si possa andare oltre a uno 0,2/ 0,3%.

Per un totale di?

Siamo sui 5 miliardi. Gli altri 5 verranno fuori dal complesso lavoro di taglio alla spesa pubblica improduttiva di Cottarelli. Lui dirà dove usare la scure, sarà poi la politica ad assumersi la responsabilità dell’attuazione. Ecco…

Cosa?

L’unico limite che vedo in tutto questo sono i tempi. E mi auguro che i tagli di Cottarelli non si trasformino in lineari. Mi sembra questa, comunque, l’unica strada possibile per arrivare ai 10 miliardi, che è bene che siano concentrati sulla riduzione dell’Irpef. Poi ci vorrà coraggio nel trovare altre risorse, le prime effettive del governo Renzi…

Cioè i soldi già c’erano?

Ripeto il miliardo e 880 milioni di euro di detrazioni Irpef e il rapporto deficit-Pil che passa dal 2,6 al 2,8/2,9 fanno parte del salvadanaio Letta, che non li ha usati perché non ha avuto materialmente il tempo di farlo. La legge di stabilità è stata approvata a dicembre e a gennaio l’esecutivo era già in crisi. Quindi, è un’eredita dell’agenda economica del precedente esecutivo. Quando avremo ottenuto questi famosi 10 miliardi, raschiando bene il fondo del barile (compito di Cottarelli) avremo messo bene in ordine i soldi messi in cassaforte da Letta. Va benissimo l’accelerazione, vanno benissimo le riforme profondo e strutturali annunciate a Bruxelles, che condivido…

Ma?

Ma c’è bisogno di scelte politiche del governo Renzi, che mi auguro riduca anche l’Irap: bisogna infatti stanare quella (solita) fetta del mondo dell’impresa che continua a utilizzare inutili incentivi. Se tagliassimo l’Irap di 5 miliardi allora sì che daremmo uno shock al Paese.

Torniamo alla spending review: si parla di 85 mila esuberi statali.

Allora: ha senso ridurre il numero del pubblico impiego, a favore però dell’inserimento di nuova e giovane linfa. Se si taglia e basta, il clima può surriscaldarsi. È comunque presto per giudicare il programma di Cottarelli: da quello che so, si sta muovendo bene e sta facendo un eccellente lavoro su tutto il comparto.

 

Barroso, presidente della Commissione Europea, in riferimento all’incontro con Renzi, ha detto: “Incontro positivo. L’Europa sosterrà le riforme italiane”.

Bene, benissimo. Siamo tutti contenti: mettiamoci al lavoro. Non ho mai auto dubbi sul fatto che l’UE sostenesse le riforme italiane; il problema in Italia è sempre stato fare le riforme, dopo averle annunciate. Perché poi, quando si fanno (o ci si prova), ci sono sempre gruppi di pressione e potere che ritengono che si debbano fare con i soldi degli altri. Gli annunci vanno benissimo, eccellente il sostegno dell’Unione Europea e di Berlino: fin qui siamo tutti d’accordo, come sul fatto che Renzi chieda di non considerare i fondi europei all’interno del patto di stabilità. Ora dobbiamo fare le riforme, dicendo ad alcuni che devono perdere qualcosa, a vantaggio di altri che guadagneranno qualcos’altro. Quando faremo questo, qualcuno si arrabbierà: lì si potrà giudicare se siamo veramente in una nuova stagione politica come mi auguro, o se invece ci sarà ancora qualche problema.

 

(Fabio Franchini)

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