BALLOTTAGGIO MILANO 2016/ Salvini: Parisi leader? Pensi a fare il sindaco, che è già tanto

- int. Matteo Salvini

MATTEO SALVINI rivela: alle prossime politiche siamo pronti a fare una lista unica con Forza Italia. Ma su tre temi non intendiamo ammorbidirci: legge Fornero, Europa e immigrazione

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Matteo Salvini (Infophoto)

“Non esiste nessuna alleanza segreta Lega nord-M5s. Alle prossime Politiche siamo pronti a fare una lista unica con Forza Italia. Ma su tre temi non intendiamo ammorbidire la nostra linea: legge Fornero, Europa e immigrazione. Su tutto il resto si può discutere”. Lo afferma il segretario della Lega nord, Matteo Salvini, alla vigilia del ballottaggio reso unico dal suo endorsement ai candidati Cinque Stelle a Roma e Torino, Virginia Raggi e Chiara Appendino. Mentre a Milano la Lega nord fin dal primo turno è entrata nella coalizione guidata da Stefano Parisi, e a Bologna è riuscita ad arrivare al ballottaggio con la sua candidata Lucia Borgonzoni.

Partiamo dall’alleanza Lega-Cinque Stelle ai ballottaggi. Resisterà alla prova dei numeri?

Non c’è nessuna alleanza, né sopra né sotto al banco, né nascosta né scoperta. Ho solo detto che dove al ballottaggio non c’è la Lega nord ma solo un sindaco fallito del Pd, io sceglierei per il cambiamento. Poi che cosa voteranno gli elettori dei Cinque Stelle a Milano, a Bologna, a Novara o a Varese lo sceglieranno loro.

Secondo lei l’elettorato della Lega seguirà questa sua indicazione?

No, ognuno fortunatamente ragiona con la sua testa in base alla sua città e alla sua esperienza. Io controllo solo il mio voto e a Milano ho scelto Parisi. Per il resto ognuno farà quello che crede.

Possono esserci prove di dialogo Lega-M5s su euro ed Europa?

Difficile, perché noi abbiamo provato più di una volta a chiedere loro un incontro, così da avere battaglie e programmi comuni, ma non ci hanno mai ascoltato. E soprattutto sul tema immigrazione e sicurezza i Cinque Stelle sono pesantemente sbilanciati a sinistra.

Alla vigilia dei ballottaggi, lei come valuta la prestazione elettorale della Lega nord?

I numeri ci dicono che solo al primo turno abbiamo raddoppiato i sindaci che avevamo fino a 15 giorni fa. I consensi della Lega aumentano rispetto al passato, anche se li confrontiamo con le Europee 2014.

I casi di Milano e Roma documentano che la Lega con Forza Italia fa bene, mentre senza non va da nessuna parte?

No, perché ci sono tanti casi dove è vero l’opposto. A Novara Forza Italia era contro la Lega e al ballottaggio siamo arrivati noi. In alcuni Comuni della Provincia di Bergamo e Brescia, dove Forza Italia ha voluto fare la corsa solitaria è rimasta fuori dal ballottaggio e noi invece siamo in lizza. Penso anche a Torino, dove la Lega ha preso più voti di Forza Italia.

Sono città del Nord. A livello nazionale la Lega può pensare di andare senza Forza Italia?

Noi lavoriamo per stare tutti insieme. Spesso e volentieri sono gli altri partiti del centrodestra che pensano di potere andare da soli, ma non vanno da nessuna parte. L’esempio di Roma lo documenta. Noi fino all’ultimo abbiamo provato ad andare tutti insieme, e oggi al ballottaggio ci saremmo noi con la Meloni. Forza Italia ha scelto di suicidarsi, e speriamo che sia l’ultima volta.

 

L’Italicum prevede il premio di lista. E’ possibile una lista unica nazionale Lega nord-Forza Italia?

Se votassimo domani mattina è chiaro che il centrodestra dovrebbe avere una lista unica a livello nazionale.

 

Che cosa si aspetta da Silvio Berlusconi?

A Silvio Berlusconi auguro una pronta guarigione.

 

E a livello politico?

Mi aspetto che Forza Italia ci aiuti ad andare avanti, mollando certi arnesi del passato come Mastella e qualche altro compagno di viaggio che non rappresentano certo il futuro.

 

Se Parisi vince a Milano, potrà avere un ruolo nazionale?

Se Parisi vince a Milano, cosa che mi auguro, fa il sindaco per cinque anni. Giustamente lui vuole assessori a tempo pieno, e a maggior ragione il sindaco deve svolgere il suo ruolo a tempo pieno. Il suo perimetro quindi è quello milanese, né più né meno, che è già tantissimo.

 

Il centrodestra è in stallo. Lei sarebbe disposto ad “ammorbidirsi” per favorire l’unità?

Noi abbiamo fatto di tutto e Milano ne è l’esempio. Abbiamo dato l’ok a una coalizione che comprende di tutto e di più, e che ovviamente a livello politico nazionale non sarebbe ripetibile, perché un governo con Alfano noi non lo facciamo.

 

Al di là dell’alleanza, sui contenuti politici lei è disposto ad avere una linea meno intransigente?

Su alcuni temi no. La legge Fornero va cambiata, l’immigrazione va controllata e l’Europa va ricostruita, punto e basta. Su altro possiamo discutere, su questo no.

 

Se vuole ricostruire l’Europa, significa che non chiede più di uscire dall’euro?

Che l’euro sia una moneta sbagliata non lo dico io ma l’economia europea e italiana in particolare, oltre a sei premi Nobel. Io riscriverei tutti i trattati dal primo all’ultimo, perché sono vecchi e contro l’economia italiana.

 

Quindi l’Europa più che ricostruita va rottamata?

Sì, va rottamata e poi ricostruita.

 

Renzi potrebbe riuscire a tagliare le tasse. Lei come risponderà?

Noi in passato lo abbiamo fatto. Giovedì Renzi ha festeggiato il taglio dell’Imu, che noi avevamo attuato per primi e che poi era stato reintrodotto dal governo Monti con i voti del Pd. L’unico taglio delle tasse che a noi interessa riguarda quelle alle famiglie e alle imprese, ma su questo non si sono fatti passi in avanti.

 

Il bonus da 80 euro non è un taglio delle tasse alle famiglie?

No, è una bufala. In primo luogo perché a un milione e mezzo di persone lo Stato sta richiedendo indietro gli 80 euro, e in secondo luogo perché tutti i dati dicono che non è servito assolutamente a fare ripartire l’economia. Più che i bonus servono i tagli di tasse a chi produce: il taglio degli studi di settore servirebbe dieci volte di più degli 80 euro.

 

Renzi però ha tagliato la componente lavoro dell’Irap …

Sì, però le imprese scontano ancora un costo energia, un costo burocrazia e una tassazione fiscale totale che le mette fuori mercato. Quanto è stato fatto da Renzi è quindi troppo poco.

 

Infine qual è la sua strategia per il referendum costituzionale?

Girare Comune per Comune, cosa che abbiamo già incominciato a fare, nel nome della sovranità e della libertà di scelta per l’Italia e per gli italiani che porta a votare NO.

 

(Pietro Vernizzi)

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