MOVIMENTO ARTURO / Il “nuovo” partito di Gazebo supera gli scissionisti Pd: pronte le social-primarie

- La Redazione

Movimento Arturo, il nuovo partito di Gazebo lanciato da Zoro, supera gli scissionisti Pd e la Lega Nord. Le novità dai social, gli sberleffi alla politica e la crisi della sinistra

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Movimento Arturo (da Twitter)

Vota il Movimento Arturo: basta Pd, M5s, Lega e partiti tradizionali, ecco il nuovo che avanza… Se non avete mai visto Gazebo, allora proviamo a scoprire insieme di cosa si tratta, se l’ennesimo boutade o uno “scherzo” nato quasi per caso ma che potrebbe crescere sempre di più, in una sorta di Cinque Stelle 2.0. Stando ali utenti sui social, ad oggi il partito più seguito dopo M5s, Pd e Forza Italia è proprio Movimento Arturo. La galassia di satira che guarda a sinistra ha fatto il botto in pochi mesi: una finta forza politica nata durante il programma condotto da Luca Bianchi (Zoro) “Gazebo” su Rai3, cresciuta sempre di più sul web, specie in questo periodo di forte caos interno alla sinistra italiana (con la scissione del Pd e la nascita di Art1 Mdp) che si offre al ritorno alle origini con tantissime sigle e realtà alternative. Ebbene, oltre 30mila followers su Twitter per Arturo, quattro volte di più di Art1DemPro  di Bersani, Speranza, Rossi e D’Alema. Un qualcosa di impensabile che però batte i “veri” scissionisti del Pd e della sinistra, ma anche la stessa Sinistra Italia e poi Fratelli d’Italia, il partito di Salvini e tutte le altre galassie fuori e dentro il Parlamento. Insomma, cos’è Arturo?

Un nuovo partito inventato e fittizio che però ha lanciato subito le primarie con alcuni candidati “realistici”: Movimento Arturo, l’idea prende piede dalla satira sulla divisione eterna della Sinistra, sfociata nella scissione del Pd pochi giorni fa. Il programma condotto da Zoro ha anche lanciato le primarie, da tenersi un giorno prima di quelle ufficiali dem che eleggeranno il nuovo segretario; I contendenti sono il vignettista Marco Dambrosio Makkox,una specie di alter ego di Michele Emiliano, il conduttore Diego Bianchi alias Zoro-Matteo Renzi, e Andrea Salerno che, per esclusione, diventa l’orlandiano. Insomma, un Pd tutto da ridere; un qualcosa di “rosso” che richiama la vecchia sinistra antagonista, con un evidente sberleffo al Movimento 5 Stelle e alla nascita dal nulla di un movimento che tocca il 25%. Arturo e il disimpegno, la satira e la polemica ironica contro la politica italiana sembra funzionare e non poco sui social: «per ora, a differenza del Pd, si dialoga seguendo il motto ‘Restiamo Arturo’», si legge sul web. Gli slogan? Fanno il verso agli altri partiti:  da “Uno vale Arturo” a “Più Arturo per tutti” e così via. Un mondo fatto di social che sbarca sempre di più nella realtà fattiva e “fatica” a distinguersi con la “vera” politica. Quando durerà tutto questo? Il mistero si infittisce…



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