SCANDALO RIMBORSI UE/ Daniela Aiuto e Laura Agea, le grilline sotto inchiesta mettono in imbarazzo M5s

Scandalo rimborsi Ue: Daniela Aiuto e Laura Agea, parlamentari del M5s, avrebbero usufruito dei soldi dei contribuenti illecitamente. C’entrano studi copiati da Wikipedia e incarichi fittizi

07.03.2017 - La Redazione
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Il suo nome è tornato alla ribalta stamattina per lo scandalo rimborsi su cui sta indagando l’Olaf, ufficio europeo per la lotta antifrode, ma Daniela Aiuto, parlamentare del M5s, già in passato aveva messo in imbarazzo il gruppo grillino. Nel 2014, infatti, come riportato da Il Fatto Quotidiano in un articolo del compianto Emiliano Liuzzi, venne fuori che la Aiuto aveva portato “in gita”, a spese dei contribuenti dell’Ue, una 50ina di persone. All’epoca la Aiuto si difese così:”Non si tratta di ‘gite’, ma di giornate di studio all’interno del parlamento stesso per avvicinare i cittadini alle istituzioni comunitarie. Per quanto riguarda le prime visite già effettuate (50 persone, ndr) ho pensato che si potesse aprire una finestra più ampia sul parlamento per tutto l’Abruzzo. Ho quindi invitato qualche rappresentanza dell’imprenditoria locale, dei professionisti, dei cittadini comuni e, naturalmente, degli attivisti…”. Insomma, tra la Aiuto e le regole dell’europarlamento non sembra scorrere buon sangue…

Ci sono anche Daniela Aiuto e Laura Agea, europarlamentari del Movimento 5 Stelle a Strasburgo, tra i politici coinvolto nello scandalo rimborsi Ue di cui dà conto questa mattina La Repubblica in un inchiesta firmata da Alberto D’Argenio. A differenza di quanto emerso dall’inchiesta dell’Olaf, ufficio europeo per la lotta antifrode, che ha ravvisato un comportamento fraudolento quasi sistematico in molti dei partiti cosiddetti euroscettici (dall’Ukip al Front National di Marine Le Pen) in questo caso a finire nel mirino sono i comportamenti di due singole parlamentari. La vicenda di Daniela Aiuto è probabilmente la più paradossale: la grillina avrebbe chiesto “il rimborso di una mezza dozzina di studi sul turismo che le sarebbero serviti per svolgere l’attività parlamentare. Peccato che siano risultati plagiati, copiati da siti come Wikipedia. Per questi studi ha chiesto a Strasburgo un rimborso di svariate migliaia di euro”. Il caso di Laura Agea se vogliamo è meno fantasioso:”I sospetti riguardano un suo assistente locale che dovrebbe svolgere un’attività legata al mandato europeo della deputata ma che in realtà è un imprenditore. Per questo a Strasburgosi chiedono come possa prestare il suo lavoro al servizio della parlamentare. E i dubbi sono accresciuti dal fatto che si tratterebbe di un attivista del Movimento, lasciando supporre che al massimo svolga compiti di politica locale e non europea, in violazione delle regole”.

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