M5s contro giornali: “Disinformazione sulla manovra”/ “La verità sbatterà il conto in faccia anche a loro”

M5s contro giornali, nuovo attacco ai media. Nel mirino la “disinformazione sulla manovra del popolo”: “Si limitano a falsi racconti propagandistici”.

29.12.2018 - Carmine Massimo Balsamo
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Laura Castelli, Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Danilo Toninelli (Lapresse)

Oggi il voto di fiducia alla Camera sulla manovra, governo tra le polemiche: dopo la protesta di ieri dei pensionati, nelle scorse ore è stato il turno del Partito Democratico. E il M5s si scaglia contro i giornali: sul Blog delle Stelle, i grillini si sono scagliati contro i media, rei di aver fatto «disinformazione sulla manovra del popolo». Ecco quanto si legge: «Oggi gran parte dei giornali gridano al presunto aumento indiscriminato delle tasse e ai presunti tagli indiscriminati a qualsiasi cosa: pensioni, scuola, salute, ecc. Queste informazioni nel migliore dei casi sono assolutamente parziali, spesso distorte, in alcuni casi addirittura inventate». Dall’aumento delle tasse, unicamente «previsto per le banche, per le grandi assicurazioni, per il gioco d’azzardo e per i colossi multinazionali che sono abituati a pagare le tasse in paradisi fiscali all’interno della UE», passando per il silenzio sull’abbassamento «dell’IMU per i capannoni, una misura che piccoli e medi imprenditori chiedevano da tempo immemore».

M5S CONTRO GIORNALI, L’ATTACCO SUL BLOG DELLE STELLE

Il Movimento 5 Stelle parla poi delle «balle» sui tagli, «come quelle sulle pensioni» o come quelle «sulla scuola e sulla sanità». Ed ecco l’affondo dei pentastellati: «Insomma il racconto di questi giorni più che quello indipendente e super partes che ci si aspetterebbe dagli organi di informazione, sembra ripetere la tiritera delle opposizioni che coerentemente proteggono i privilegiati e vorrebbero che si facesse cassa sulla povera gente». E viene ribadito: «Invece abbiamo deciso di fare cassa sui privilegiati, compresi quei giornali che campano aggrappati alla greppia dello Stato e entro pochi anni non vedranno più il becco di un quattrino pubblico e iniziamo già dal 2019 a stringere i cordoni della borsa. Forse è per quello che anzichè fare informazione, si limitano a beceri e falsi racconti propagandistici. La verità sbatterà il conto in faccia anche a loro e l’unica cosa che otterranno alla fine sarà la perdita di altri lettori».



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