Manovra, fiducia della Camera con 330 sì/ Ultime notizie, tensioni in aula all’esame del testo

Manovra, fiducia della Camera con 330 sì. Ultime notizie, non sono mancate le tensioni in aula all’esame del testo

08.12.2018 - Davide Giancristofaro Alberti
Voto alla Camera
Camera (LaPresse, 2018)

La manovra incassa la fiducia della Camera, primo importante “sì” da parte di 330 deputati fra Lega e Movimento 5 Stelle. Ma come ricorda l’agenzia Ansa, i lavori sono tutt’altro che finiti anche perché bisognerà capire come muoversi nei confronti dell’Unione Europea, che più volte ha bocciato in via ufficiale la manovra stessa, chiedendo di rivedere le misure cardine. Salvini e Di Maio hanno però sempre respinto le idee di Tria e Conte per ridurre il deficit al 2%, quindi alcune modifiche a Quota 100 e al reddito di cittadinanza, di conseguenza vi è una sensazione di incompletezza nell’aria. Intanto il tempo scorre ed entro la prossima settimana bisognerà trovare la quadra della situazione, altrimenti si rischierà la procedura di infrazione e l’esercizio provvisorio di bilancio. Nel frattempo prosegue l’esame del testo. Le votazioni sono iniziate ieri, decisamente a rilento, con le sedute che sono state interrotte alla mezzanotte, e che riprenderanno quest’oggi con la capigruppo alle 11:30, l’assemblea alle 13:00, e quindi le votazioni alle 14:30: se tutto andrà come previsto, i lavori termineranno alle 16:00.

MANOVRA: FIDUCIA ALLA CAMERA

Numerosi gli interventi in aula contro la manovra, a cominciare da quello della leader dei Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che si è espressa così sul testo: «Non voteremo né la fiducia, né la manovra. C’è chi ha stappato lo champagne mesi fa, ma oggi non sappiamo neanche quali sono i saldi… Saremo qui a Montecitorio per manifestare con gli artigiani, i commercianti, gli imprenditori che dicono no». Secondo la Meloni sono sbagliati anche i calcoli delle mensilità del reddito di cittadinanza: «133 euro al mese a persona – sostiene – non 780 euro. E’ il complotto mondiale delle calcolatrici?». Quindi la Meloni ha concluso il suo intervento sferrando l’attacco finale alla manovra: «Vi abbiamo difeso, abbiamo difeso il governo e la nazione contro gli attacchi dell’Ue. Lo abbiamo fatto perché siamo sovranisti nel senso più puro del termine. Non potevamo che apprezzare un governo che sceglieva di alzare la testa verso l’Ue. Siete partiti temerari, spavaldi e adesso fate marcia indietro…».



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