In Russia “fabbrica” di fake news per favorire M5s e Lega/ Ultime notizie: Russiagate, anche file in italiano

- Paolo Vites

Scoperti migliaia di account falsi che risalgono a una agenzia russa che avrebbero diffuso fake news per influenzare il voto a favore di Lega e M5S ecco di cosa si tratta

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Lapresse

Che cosa è l’Internet Research Agency? Una società con sede a San Pietroburgo in Russia con ben 400 dipendenti. Secondo quanto scrivono oggi Corriere della Sera e Repubblica, è la “lunga mano” che crea fake account su Twitter e Facebook per influenzare le campagne di voto. Sempre quanto si legge oggi sui due quotidiani, ben 1500 tweet sono stati postati durante le ultime elezioni politiche italiane per influenzare le persone a votare Lega E M5S. Lo ha scoperto il sit americano Five Thirty Eight che ha studiato circa tre milioni di post di account associati all’agenzia russa. Si cita come esempio il tweet sul figlio dell’ex ministro del lavoro Poletti, in cui si diceva che il suo giornale riceveva fondi pubblici. Una fake news che però ebbe il risultato di rendere la notizia virale influenzando gli elettori.

IN RUSSIA “FABBRICA” DI FAKE NEWS PER M5S E LEGA

Potrebbero essere le stesse persone che si sono infilate nella elezione di Donald Trump, ma va ricordato un particolare importante, che nessuno dice. L’azione dei troll russi non ha come fine far vincere le elezioni nei paesi occidentali a partiti loro amici o favorevoli a Mosca, solo destabilizzare i paesi occidentali facendo vincere presidenti e partiti populisti che creano caos nelle istituzioni democratiche, ed è il caso di Trump e della Lega e del M5S. Destabilizzare l’occidente: è la cyber guerra lanciata da Putin senza sparare un colpo. Lo studio fatto dall’ente americano si è occupato di 3mila account fake, tutti chiusi velocemente che hanno pubblicato quasi tre milioni di post dal febbraio 2012 al maggio 2018, il picco di messaggi va dal 2015 al 2017, durante la campagna elettorale presidenziale americana. Altri esempi: un profilo oggi scomparso a nome Soqquadro M che pubblicava post a sostegno di Marcello Foa e poi molti profili contro gli sbarchi dei migranti. Infine un profilo analizzato anche dal procuratore americano che si occupa del caso Russiagate di una certa Elena che postava sempre in inglese per poi passare a un fluente italiani: il suo hashtag era #iostoconsalvini.



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