Moody’s, stangata su Manovra: “2 miliardi tasse locali in più”/ Irpef e Imu-Tasi: Sala “terrorizzato da tagli”

Manovra di Bilancio, stangata da Moody’s: “2 miliardi di tasse locali in più”. Caso Irpef, Irap e Imu-Tasi: il sindaco di Milano Beppe Sala “terrorizzato dai tagli”

10.01.2019 - Niccolò Magnani
Di Maio, Conte e Salvini
Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini (LaPresse)

La stangata non arriva sul rating, ma poco ci manca: la Manovra di Bilancio del Governo Lega-M5s viene pesantemente criticata e contestata dall’agenzia mondiale Moody’s in merito alla rimozione del blocco delle aliquote locali e delle addizionali su Irap, Irpef e Imu-Tasi. Secondo un report aggiornato e pubblicato in giornata sulla Legge Finanziaria, la misura prodotta dal Governo Conte – dopo la lunga e sfibrante trattativa con la Commissione Ue – gli enti locali «potranno raccogliere fino a 2 miliardi di entrate aggiuntive, pari al 10% dei loro margini correnti». Un’ottima notizia per le casse statali, una pessima per i cittadini: per Moody’s infatti «circa l’80% degli enti locali in Italia potrebbe cogliere l’opportunità di aumentare le tasse nel corso del 2019 anche se le elezioni locali previste a maggio in più di 4mila comuni e in 6 regioni potrebbero ritardare i ritocchi fiscali, rinviandoli nella seconda metà dell’anno».

SINDACO DI MILANO: “TERRORIZZATO DAI TAGLI”

Stando alle cifre studiate dall’agenzia di rating, le tasse inserite in Manovra potranno generare circa 60 miliardi di euro di entrate all’anno, pari a circa il 30% dei ricavi correnti: «la riforma potrebbe consentire ulteriori entrate di circa 2 miliardi di euro, pari al 10% dei loro margini correnti se la rimodulazione di tasse ed esenzioni fosse portata all’estremo». Non solo, lo sblocco delle aliquote dichiara finito il congelamento delle tasse locali durato negli ultimi tre anni: sarebbero per 22 i miliardi di euro “persi” dagli enti locali in seguito alle disposizioni del Governo centrale. Secondo Moody’s, «gli enti di piccole e medie dimensioni del Nord e Centro Italia potrebbero essere i principali beneficiari in quanto avevano applicato aliquote relativamente basse fino al 2016 e potrebbero usare l’aumento per sostenere le proprie finanze o aumentare gli investimenti». Di contro però, non tutti gli amministratori locali sono proprio “sereni” nell’approcciare gli effetti possibili della Legge di Bilancio approvata in extremis il 30 dicembre 2018: «Sono terrorizzato per quello che dovremo fare sul bilancio e il vero rischio che vedo per la città di Milano è sulla qualità dei servizi. Non toccheremo le tasse e non toccheremo le esenzioni ma con le misure contenute nella legge di Bilancio – spiega il sindaco di Milano Beppe Sala – i milanesi dovranno aspettarsi un decadimento dei servizi anche con l’introduzione della ‘quota 100’ avremo centinaia di uscite tra i dipendenti pubblici. Meno dipendenti pubblici vuol dire quasi sempre anche meno servizi».



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