TAV, ANALISI COSTI-BENEFICI BOCCIA TORINO-LIONE/ Il documento, Toninelli: “Non ci sono i presupposti”

Tav, nel documento dell’analisi costi-benefici della Commissione incaricata di farla la Torino-Lione viene bocciata. Toninelli: “Mancano presupposti”.

08.02.2019, agg. alle 16:40 - Silvana Palazzo
Laprese

«Mancano i presupposti» per la Tav secondo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli dopo la bocciatura dell’analisi costi-benefici. Come riporta Sky Tg 24, l’esponente del Movimento 5 Stelle ha evidenziato: «Chi ha pensato la Tav ha pensato se quei tanti soldi dei contribuenti erano ben spesi per dare vantaggi a tutti i cittadini? Chi decise 20 anni fa di fare la Tav l’ha fatto sulla base di alcuni numeri: tante persone e tante merci in più. Non ci sono né tante persone e né tante merci in più. Quindi viene meno il presupposto dell’opera ma, siccome siamo persone per bene, e prima di decidere vogliamo aver dei numeri, abbiamo fatto l’analisi costi-benefici». Intervenuto a Rivisondoli (L’Aquila), dove si trova per la campagna elettorale in vista delle elezioni regionali in Abruzzo, il ministro dell’Interno e leader della Lega Matteo Salvini ha commentato: «Non ho ancora visto i numeri, prima o poi me li daranno». (Aggirornamento di Massimo Balsamo)

“NON ELIMINA TRAFFICO PESANTE”

La Commissione incaricata di fare l’analisi costi-benefici della Tav Torino-Lione ha bocciato senza appello l’opera. La bozza dell’analisi è stata visionata da Tgcom24, secondo cui emerge che la Tav è del tutto inutile. Il nodo verte, tra le altre cose, sulla questione del traffico pesante, se cioè la linea ferroviaria ad Alta velocità sia effettivamente in grado di decongestionare il movimento merci su gomma riducendo l’inquinamento e i tempi di viaggio delle merci. Stando ai numeri riportato dagli esperti nell’analisi, non si avrebbe un effetto positivo. Il traffico che quotidianamente insiste sulla tangenziale di Torino ammonta a 400mila veicoli, di cui 80mila mezzi pesanti. Di questi, solo una minima parte imbocca il tragitto stradale che verrebbe soppiantato dalla Tav. Quindi, gran parte del traffico è locale, non riguarda il flusso internazionale che già esiste e che l’apertura del Corridoio V dovrebbe attirare. Per questo la Commissione istituita dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sostiene che il problema del traffico intorno a Torino rischierebbe di essere aggravato dalla nuova linea ferroviaria.

TAV, ANALISI COSTI-BENEFICI BOCCIA TORINO-LIONE

Visto che ogni industria del territorio ha più di un raccordo ferroviario, di fatto le merci provenienti dal Piemonte dovrebbero essere convogliate sull’Interporto di Orbassano, di conseguenza aumenterebbe la congestione di mezzi pesanti a sudovest di Torino. Il beneficio – spiega Tgcom24 – si avrebbe solo per i carichi in arrivo dalla linea Milano-Verona-Trieste, una tratta su cui però non si è fatto molto negli anni per favorire il trasporto su rotaia, visto che tuttora sulla A4 tra Torino e Milano corrono ogni giorno 13.500 mezzi pesanti nonostante ci sia un tracciato ferroviario alternativo e rinnovato. Nell’analisi costi-benefici della Tav Torino-Lione fatta dalla Commissione non si prevede un aumento del flusso di merci sulla tratta, neppure con l’apertura della nuova linea ferroviaria. L’effetto moltiplicatore che si ebbe con l’apertura dello stesso traforo stradale del Frejus fu dovuto in larga parte alla caduta delle barriere doganali all’interno della Comunità europea. Quindi, a prescindere dalle infrastrutture, la capacità di interscambio sarebbe arrivata al livello di saturazione.

IL TERZO VALICO

Lo stesso gruppo di lavoro a novembre ha analizzato la realizzazione del Terzo Valico Genova-Milano. L’esito è ugualmente negativo, stando a quanto rivelato da Tgcom24. Non cambierebbe granché. Non per l’infrastruttura in sé, ma a causa dell’inefficienza del sistema portuale italiano, compreso quello di Genova. Lo ha sottolineato di recente anche un report della Banca mondiale che viene citato nel documento. Se a Rotterdam, tra rilascio merci, operazioni di scarico e sdoganamento, si fa tutto in appena 5 giorni, a Genova ne servono invece 17. E un’ora poco più di vantaggio nella percorrenza della Milano-Genova non compenserebbe un ritardo di 12 giorni sulle tempistiche portuali.

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